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L'inviata del quotidiano Il
Manifesto, Giuliana Sgrena, è stata sequestrata in Iraq. La
notizia, diffusa in un primo momento dalla tv araba Al-Jazeera, è
stata confermata dalle autorità irachene prima, e poi anche dalla
Farnesina. Alcuni uomini armati, dopo aver fermato la sua
autovettura nei pressi dell'Università di Baghdad, l'hanno
prelevata minacciandola con le armi. La giornalista ha fatto in
tempo a telefonare a Barbara Schiavulli, dell'agenzia radiofonica
Grt, che ha potuto sentire in diretta gli spari e le voci
concitate dei terroristi.
Poco dopo Schiavulli ha richiamato l'inviata de Il Manifesto, ma
al telefono ha risposto il traduttore iracheno. L'uomo, del quale
i terroristi si sono completamente disinteressati, è ora nelle
mani dei militari americani, che lo stanno interrogando.
"La conosco da tanti anni, è una giornalista esperta - ha
affermato Sandro Medici, ex direttore del quotidiano comunista -
speriamo che la vicenda finisca per il meglio".
Per il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, che ha subito
espresso la solidarietà del governo e del presidente Silvio
Berlusconi, il rapimento potrebbe essere opera di una "banda di
sunniti".
"Speriamo che i rapitori siano professionisti - ha commentato il
presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro - in modo che
possano presto accorgersi che è una giornalista schierata contro
la guerra e possano trarne le dovute conseguenze".
Il leader del centrosinistra Romano Prodi ha auspicato che il
sequestro sia "un fatto temporaneo", mentre il numero uno dei
Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ha chiesto al governo di "compiere,
da subito, ogni sforzo politico e diplomatico per giungere al più
presto alla sua liberazione". |