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La Prefettura di Parigi ha vietato
la manifestazione, prevista proprio nella capitale francese per il
10 febbraio, organizzata con l'intento di protestare contro il
regime di Teheran.
Alla mobilitazione, alla quale avevano aderito oltre 250
parlamentari di tutti i Paesi dell'Unione europea, erano attese
decine di migliaia di persone, quarantamila solo tra gli esuli
iraniani residenti in Europa.
"Il regime tirannico dei mullah ha ottenuto quello che voleva - ha
commentato con amarezza il segretario della sede italiana di
"Nessuno tocchi Caino" Sergio D'Elia - impedire con l'arma del
ricatto politico e commerciale che avvenga in Europa ciò che con
le armi della violenza e della intimidazione il regime iraniano
impedisce ogni giorno in Iran: la pur minima e pacifica
manifestazione di dissenso".
D'Elia ha infatti ricordato che "l'Unione Europea continua a fare
affari con un paese che nel mondo è secondo solo alla Cina quanto
a numero di esecuzioni, dove alle ultime elezioni hanno potuto
partecipare solo candidati islamicamente corretti, dove non c’è
più neanche il gioco delle parti tra riformatori e conservatori e
si detta legge solo in base al Corano". |