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Adriano Celentano ha deciso di
querelare la Rai, colpevole di volerlo censurare. Il conduttore,
che a partire dal 19 di aprile dovrebbe presentare sulla prima
rete un nuovo show, Rockpolitik, ha infatti dato mandato al suo
legale, l'avvocato Giorgio Assumma, di fare causa alla tv pubblica
"per tutelare i propri diritti contrattuali ed extracontrattuali".
Una decisione che è diretta conseguenza "dell'inspiegabile agire
dell'Azienda nel non eseguire gli obblighi assunti". In
particolare, il molleggiato non avrebbe gradito il divieto,
impostogli dai vertici della televisione di Stato, di portare in
onda personaggi della politica. E, secondo le ultime
indiscrezioni, il cantante avrebbe dovuto pure rinunciare alle
imitazioni dei politici.
Da parte sua, la Rai ha appreso la notizia dell'iniziativa legale
dello showman con "stupore".
"Tutte le richieste fatte dal conduttore erano state accettate -
ha chiarito l'Azienda - stupisce, quindi, che piuttosto di
indicare e di discutere sulle migliori soluzioni possibili,
Celentano preferisca affidarsi ad una iniziativa legale, senza
tener conto delle intese concordate e della piena libertà autorale
che gli è stata riconosciuta".
Dalla parte del Molleggiato si è subito schierato il diessino
Giuseppe Giulietti, per il quale "ora lo metteranno alla porta
perché è in corso un'iniziativa legale".
"Non vi è dubbio che da tempo era in corso un lavorio per far
arrivare Celentano ad una causa - ha aggiunto l'esponente della
Quercia - sarebbe la conferma che in Rai possono andarci i
portavoce dei portavoce del presidente del Consiglio, ma non una
persona libera come Celentano".
Solidarietà anche da parte del premio Nobel Dario Fo, uno che di
censure subite dalla Rai ne ha collezionate parecchie.
"A Celentano nessuno ha mai toccato un programma, nessuno lo hai
mai censurato - ha affermato l'attore - ci hanno provato, vediamo
cosa succederà".
A dicembre un altro litigio tra il galbiatese e la Rai aveva messo
in dubbio la messa in onda del programma. Il cantante aveva
infatti denunciato di non avere alcuna intenzione di piegarsi alla
censura di Viale Mazzini, che aveva preteso di effettuare un
controllo preventivo su tutti i testi dello spettacolo.
"Non tornerò in Rai, non solo ad aprile 2005, ma per molto tempo,
non tornerò fintanto che la Rai non mi riconoscerà la libertà di
parola che ho sempre avuto - aveva scritto lo showman in un
comunicato - sarebbe come se Bruno Vespa mi invitasse al suo
programma per avere una mia opinione personale su come vanno le
cose nel mondo a patto però che il mio pensiero lo sussurri prima
in un orecchio ai dirigenti della Rai per avere il lasciapassare
in video". |