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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 8 FEBBRAIO 2005
Celentano risponde alla censura querelando la Rai
REDAZIONE

Adriano Celentano ha deciso di querelare la Rai, colpevole di volerlo censurare. Il conduttore, che a partire dal 19 di aprile dovrebbe presentare sulla prima rete un nuovo show, Rockpolitik, ha infatti dato mandato al suo legale, l'avvocato Giorgio Assumma, di fare causa alla tv pubblica "per tutelare i propri diritti contrattuali ed extracontrattuali".
Una decisione che è diretta conseguenza "dell'inspiegabile agire dell'Azienda nel non eseguire gli obblighi assunti". In particolare, il molleggiato non avrebbe gradito il divieto, impostogli dai vertici della televisione di Stato, di portare in onda personaggi della politica. E, secondo le ultime indiscrezioni, il cantante avrebbe dovuto pure rinunciare alle imitazioni dei politici.

Da parte sua, la Rai ha appreso la notizia dell'iniziativa legale dello showman con "stupore".
"Tutte le richieste fatte dal conduttore erano state accettate - ha chiarito l'Azienda - stupisce, quindi, che piuttosto di indicare e di discutere sulle migliori soluzioni possibili, Celentano preferisca affidarsi ad una iniziativa legale, senza tener conto delle intese concordate e della piena libertà autorale che gli è stata riconosciuta".
Dalla parte del Molleggiato si è subito schierato il diessino Giuseppe Giulietti, per il quale "ora lo metteranno alla porta perché è in corso un'iniziativa legale".
"Non vi è dubbio che da tempo era in corso un lavorio per far arrivare Celentano ad una causa - ha aggiunto l'esponente della Quercia - sarebbe la conferma che in Rai possono andarci i portavoce dei portavoce del presidente del Consiglio, ma non una persona libera come Celentano".
Solidarietà anche da parte del premio Nobel Dario Fo, uno che di censure subite dalla Rai ne ha collezionate parecchie.
"A Celentano nessuno ha mai toccato un programma, nessuno lo hai mai censurato - ha affermato l'attore - ci hanno provato, vediamo cosa succederà".

A dicembre un altro litigio tra il galbiatese e la Rai aveva messo in dubbio la messa in onda del programma. Il cantante aveva infatti denunciato di non avere alcuna intenzione di piegarsi alla censura di Viale Mazzini, che aveva preteso di effettuare un controllo preventivo su tutti i testi dello spettacolo.
"Non tornerò in Rai, non solo ad aprile 2005, ma per molto tempo, non tornerò fintanto che la Rai non mi riconoscerà la libertà di parola che ho sempre avuto - aveva scritto lo showman in un comunicato - sarebbe come se Bruno Vespa mi invitasse al suo programma per avere una mia opinione personale su come vanno le cose nel mondo a patto però che il mio pensiero lo sussurri prima in un orecchio ai dirigenti della Rai per avere il lasciapassare in video".

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