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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 9 FEBBRAIO 2005
L'Anm replica a Castelli: "Processi di piazza estranei allo Stato di Diritto"

REDAZIONE

Commentando la sentenza con la quale la scorsa settimana due zingare accusate di aver tentato di prendere un bambino ad una madre lecchese sono state condannate ad otto mesi con la condizionale e rilasciate subito dopo il processo, il ministro della Giustizia Roberto Castelli aveva ieri duramente accusato la Magistratura.
"E' l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso - aveva tuonato il Guardasigilli ai microfoni di Radio Padania - una parte della Magistratura č lontana dal comune sentire popolare. Le leggi sono chiarissime, basta applicarle".

Questa mattina č arrivata la replica dell'Associazione Nazionale Magistrati, secondo la quale gli "attacchi ai Magistrati, provenienti da esponenti politici ed istituzionali di rilievo, per il modo con cui sono stati condotti, rischiano di delegittimare l'azione giudiziaria di fronte all'opinione pubblica".
"Dinanzi a vicende delicate che toccano problemi fondamentali della convivenza civile č necessario che anche la critica sia argomentata e rispettosa del difficile ruolo del giudice - si legge in un comunicato - in caso contrario si rischia un imbarbarimento del clima complessivo, che va ben al di lā del legittimo esercizio del diritto di critica".

Il sindacato delle Toghe lancia quindi un "particolare allarme per le dichiarazioni del ministro della Giustizia che, derogando al principio da lui stesso sempre affermato, č entrato pesantemente nel merito di una singola vicenda giudiziaria".
"Dimentica il ministro che la Costituzione impone al giudice la soggezione esclusiva alla legge e la valutazione delle responsabilitā sulla base delle prove acquisite secondo le regole del giusto processo. A presidio della correttezza delle decisioni vige un complesso sistema di impugnazioni - ha concluso l'Anm - i processi di piazza sull'onda dell'emotivitā appartengono ad una cultura estranea allo Stato di diritto, e lungi dal rafforzare la risposta dello Stato alla insicurezza dei cittadini determinano solo un fattore di forte crisi della corretta convivenza civile".

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