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I due "osservati speciali" degli
Stati Uniti, la Corea del Nord e l'Iran, che la Casa Bianca ha
messo in cima alla lista degli "stati canaglia", lanciano pesanti
avvertimenti all'amministrazione di George W. Bush.
Con il regime di Pyongyang è da questa mattina ufficiale la fine
delle trattative. Il governo nordcoreano ha infatti reso noto che
interromperà i colloqui internazionali sul proprio programma
nucleare, ai quali partecipavano Stati Uniti, Russia, Giappone,
Cina e Corea del Sud. Non solo: Pyongyang ha reso noto di aver già
messo a punto delle "armi atomiche" ed ha accusato Washington di
voler rovesciare il regime.
"La nostra posizione è di risolvere la questione attraverso
dialogo e negoziati e il fine ultimo di denuclearizzare la
penisola coreana resta immutato - ha dichiarato un esponente
governativo di Pyongyang - ma davanti all'evidente tentativo degli
americani di rovesciare il sistema politico della Corea del Nord,
siamo costretti a rafforzare il nostro arsenale di armi nucleari
in modo tale da proteggere ideologia, sistema, libertà e
democrazia scelti dal popolo".
Parole di fuoco sono state pronunciate questa mattina anche dal
presidente iraniano Mohammad Khatami, che ha ribadito che il suo
Governo non rinuncerà al proprio programma nucleare (ufficialmente
destinato ad essere impiegato nell'ambito civile).
"Non rinunceremo alla nostra tecnologia per il desiderio
illegittimo degli altri - se gli Stati Uniti decidessero di
attaccarci finirebbero in un inferno di fiamme".
Solo ieri il presidente degli Stati Uniti era tornato a parlare
della "questione iraniana" per chiarire che "il mondo libero non
vuole che il regime abbia armi nucleari".
"E' importante che il mondo libero parli ad una sola voce - aveva
spiegato l'inquilino della Casa Bianca - gli iraniani devono
sapere che il mondo libero sta mandando loro un chiaro messaggio,
affinché rinuncino a sviluppare armi nucleari. Un Iran con
l'atomica sarebbe un elemento di destabilizzazione".
Oggi il segretario di Stato Usa Condoleeza Rice ha invece risposto
al governo di Pyongyang.
"E' chiaro che nella penisola coreana non ci devono essere armi
nucleari - ha chiarito l'esponente dell'amministrazione
repubblicana - se Pyongyang abbandona i negoziati sul nucleare,
rischia l'isolamento internazionale". |