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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 10 FEBBRAIO 2005
Pyongyang e Teheran avvertono: "Se gli Stati Uniti attaccano sarà l'inferno"
REDAZIONE

I due "osservati speciali" degli Stati Uniti, la Corea del Nord e l'Iran, che la Casa Bianca ha messo in cima alla lista degli "stati canaglia", lanciano pesanti avvertimenti all'amministrazione di George W. Bush.
Con il regime di Pyongyang è da questa mattina ufficiale la fine delle trattative. Il governo nordcoreano ha infatti reso noto che interromperà i colloqui internazionali sul proprio programma nucleare, ai quali partecipavano Stati Uniti, Russia, Giappone, Cina e Corea del Sud. Non solo: Pyongyang ha reso noto di aver già messo a punto delle "armi atomiche" ed ha accusato Washington di voler rovesciare il regime.

"La nostra posizione è di risolvere la questione attraverso dialogo e negoziati e il fine ultimo di denuclearizzare la penisola coreana resta immutato - ha dichiarato un esponente governativo di Pyongyang - ma davanti all'evidente tentativo degli americani di rovesciare il sistema politico della Corea del Nord, siamo costretti a rafforzare il nostro arsenale di armi nucleari in modo tale da proteggere ideologia, sistema, libertà e democrazia scelti dal popolo".
Parole di fuoco sono state pronunciate questa mattina anche dal presidente iraniano Mohammad Khatami, che ha ribadito che il suo Governo non rinuncerà al proprio programma nucleare (ufficialmente destinato ad essere impiegato nell'ambito civile).
"Non rinunceremo alla nostra tecnologia per il desiderio illegittimo degli altri - se gli Stati Uniti decidessero di attaccarci finirebbero in un inferno di fiamme".

Solo ieri il presidente degli Stati Uniti era tornato a parlare della "questione iraniana" per chiarire che "il mondo libero non vuole che il regime abbia armi nucleari".
"E' importante che il mondo libero parli ad una sola voce - aveva spiegato l'inquilino della Casa Bianca - gli iraniani devono sapere che il mondo libero sta mandando loro un chiaro messaggio, affinché rinuncino a sviluppare armi nucleari. Un Iran con l'atomica sarebbe un elemento di destabilizzazione".
Oggi il segretario di Stato Usa Condoleeza Rice ha invece risposto al governo di Pyongyang.
"E' chiaro che nella penisola coreana non ci devono essere armi nucleari - ha chiarito l'esponente dell'amministrazione repubblicana - se Pyongyang abbandona i negoziati sul nucleare, rischia l'isolamento internazionale".

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