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La Casa delle Libertà ha finalmente
terminato le modifiche alla Riforma della Giustizia approvata dal
Parlamento lo scorso dicembre e poi bocciata dal presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Lo ha annunciato il Guardasigilli
Roberto Castelli, che ha anche voluto mandare una velenosa
frecciata al capo dello Stato.
"Abbiamo cercato di accogliere tutte le osservazioni che il capo
dello Stato ha fatto - ha affermato l'esponente del Carroccio - ma
dopo il secondo voto del Parlamento, Ciampi non può non promulgare
la legge".
Nelle parole di Castelli sembra proprio esserci un riferimento a
quanto accaduto dopo l'approvazione del nuovo ordinamento (nella
prima versione) da parte di Camera e Senato.
Il leghista sollecitò Ciampi a firmare al più presto la
legge, affinché potesse essere "promulgata quanto prima".
Parole che avevano provocato l'indignazione del Colle che,
attraverso una nota, aveva chiarito che Carlo Azeglio Ciampi non
ha alcun bisogno di essere "sollecitato" per compiere il proprio
dovere.
"In relazione a sollecitazioni al Capo dello Stato attribuite al
Ministro della Giustizia Senatore Roberto Castelli - si leggeva
nel comunicato - negli ambienti del Quirinale si sottolinea che il
Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi - anche in
questa occasione, così come ha fatto sempre - eserciterà le
prerogative costituzionali che gli competono nei tempi stabiliti
dalla Costituzione".
E, in effetti, quindici giorni più tardi il capo dello Stato
esercitò le proprie prerogative costituzionali bocciando su due
piedi la Riforma. |