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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 14 FEBBRAIO 2005
I toni della Lega a Verona? Gli stessi dei nazisti
REDAZIONE

"Le sentenze possono essere impugnate, ma non bruciate con immaginari falò di piazza". Lo ha affermato il segretario della Associazione Nazionale Magistrati Carlo Fucci commentando la manifestazione tenuta ieri dalla Lega a Verona per protestare contro alcune recenti sentenze della Magistratura italiana.
"In nome del popolo padano - aveva affermato il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, che per l'occasione indossava una toga - condanno a ritornare sui banchi di scuola chi conosce i codici e i codicilli ma non conosce cos'é il buonsenso".

Particolare ferocia era stata rivolta contro il Giudice Guido Papalia, colpevole di aver
fatto condannare sei esponenti del partito di Bossi per istigazione all'odio razziale. Per lui cori, magliette e striscioni offensivi e persino una inquietante lapide.
"E' estremamente pericoloso oltre che non condivisibile organizzare manifestazioni di piazza contro un'Istituzione che svolge un lavoro su base tecnica regolato da norme e da principi che richiedono una specifica competenza e che non possono essere valutati semplicemente con gli umori di piazza - ha chiarito Fucci - le sentenze possono essere legittimamente non condivise, ma non si contestano rumoreggiando e con il pericolo di un iter che dalla contestazione possa arrivare, attraverso la delegittimazione della magistratura, alla violenza".

Ancora più duro il commento di Claudio Castelli, segretario Nazionale di Magistratura Democratica, che ha innanzitutto rivolto "solidarietà al collega Papalia, oggetto di un altro pesantissimo attacco".
Ma la solidarietà, spiega Castelli, da sola non basta più. Per il Magistrato, infatti, la manifestazione della Lega e le affermazioni di Calderoli "rappresentano un'ulteriore escalation contro la giurisdizione che non può più essere ritenuta un'innocua manifestazione al più folcloristica".
"Nei toni e negli accenti si avvertono connotati razzisti uniti al chiaro tentativo di distruggere la giurisdizione - ha aggiunto - è il complesso della giustizia, inteso come applicazione imparziale e secondo coscienza della legge, che ormai viene posto in dubbio in omaggio a concetti (il giudizio secondo il sano sentimento del popolo) elaborati nei sistemi totalitari e utilizzati all'epoca per giustificare e ritenere non punibili gli assalti alle sinagoghe".
Il segretario Nazionale di "Magistratura Democratica" ha quindi rivolto un appello a "tutti gli uomini di buona volontà".
"Non si tratta di un eccessivo allarmismo, ma di fermare una deriva che rischia di diventare inarrestabile - ha concluso - le istituzioni e tutti gli uomini di buona volontà che si rendono conto di quali pericoli stiamo correndo sono chiamati ad intervenire".

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