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"Le sentenze possono essere
impugnate, ma non bruciate con immaginari falò di piazza". Lo ha
affermato il segretario della Associazione Nazionale Magistrati
Carlo Fucci commentando la manifestazione tenuta ieri dalla Lega a
Verona per protestare contro alcune recenti sentenze della
Magistratura italiana.
"In nome del popolo padano - aveva affermato il ministro delle
Riforme Roberto Calderoli, che per l'occasione indossava una toga
- condanno a ritornare sui banchi di scuola chi conosce i codici e
i codicilli ma non conosce cos'é il buonsenso".
Particolare ferocia era stata rivolta contro il Giudice Guido
Papalia, colpevole di aver
fatto condannare sei esponenti del partito di Bossi per
istigazione all'odio razziale. Per lui cori, magliette e
striscioni offensivi e persino una inquietante lapide.
"E' estremamente pericoloso oltre che non condivisibile
organizzare manifestazioni di piazza contro un'Istituzione che
svolge un lavoro su base tecnica regolato da norme e da principi
che richiedono una specifica competenza e che non possono essere
valutati semplicemente con gli umori di piazza - ha chiarito Fucci
- le sentenze possono essere legittimamente non condivise, ma non
si contestano rumoreggiando e con il pericolo di un iter che dalla
contestazione possa arrivare, attraverso la delegittimazione
della magistratura, alla violenza".
Ancora più duro il commento di Claudio Castelli, segretario
Nazionale di Magistratura Democratica, che ha innanzitutto rivolto
"solidarietà al collega Papalia, oggetto di un altro pesantissimo
attacco".
Ma la solidarietà, spiega Castelli, da sola non basta più. Per il
Magistrato, infatti, la manifestazione della Lega e le
affermazioni di Calderoli "rappresentano un'ulteriore escalation
contro la giurisdizione che non può più essere ritenuta un'innocua
manifestazione al più folcloristica".
"Nei toni e negli accenti si avvertono connotati razzisti uniti al
chiaro tentativo di distruggere la giurisdizione - ha aggiunto - è
il complesso della giustizia, inteso come applicazione imparziale
e secondo coscienza della legge, che ormai viene posto in dubbio
in omaggio a concetti (il giudizio secondo il sano sentimento del
popolo) elaborati nei sistemi totalitari e utilizzati all'epoca
per giustificare e ritenere non punibili gli assalti alle
sinagoghe".
Il segretario Nazionale di "Magistratura Democratica" ha quindi
rivolto un appello a "tutti gli uomini di buona volontà".
"Non si tratta di un eccessivo allarmismo, ma di fermare una
deriva che rischia di diventare inarrestabile - ha concluso - le
istituzioni e tutti gli uomini di buona volontà che si rendono
conto di quali pericoli stiamo correndo sono chiamati ad
intervenire". |