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"Gli emendamenti governativi,
presentati per adeguare il testo ai principi costituzionali
richiamati dal Presidente Ciampi nel suo messaggio di rinvio della
legge alle Camere, eludono in due punti qualificanti il
significato dei rilievi presidenziali, lasciando inalterati i
rilievi di manifesta incostituzionalità".
La nuova Riforma della Giustizia della Casa delle Libertà è ancora
troppo simile a quella bocciata lo scorso dicembre dal Capo dello
Stato Carlo Azeglio Ciampi che, come è noto, aveva rinviato alle
Camere il nuovo ordinamento perché aveva riscontrato in esso
diversi passaggi incostituzionali.
L'Associazione Nazionale Magistrati ha pertanto ribadito il
proprio "netto dissenso rispetto ad una legge che, nonostante le
modifiche, pone a rischio dell'indipendenza dei magistrati,
modifica l'equilibrio tra i poteri dello Stato, diminuisce le
garanzie dei cittadini".
"L'Anm - si legge nella nota del sindacato dei Giudici - ha
sperato che il governo cogliesse l'opportunità offerta con il
rinvio alle Camere per affrontare non solo i rilievi contenuti nel
messaggio del Presidente ma gli ulteriori profili di
costituzionalità, rispetto ad un testo di legge che, come è stato
autorevolmente sostenuto, presenta rilevanti problemi di
incostituzionalità di impianto, ed anche le questioni di
irrazionalità ed impraticabilità".
Ma, hanno concluso con amarezza le Toghe, "l'iter fin qui
sostenuto ha dimostrato il contrario". |