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"Dicono che le tv sono controllate
dalla nostra parte politica. E' esattamente vero il contrario,
perché l'85% dei giornalisti, ho visto i nomi della Rai, è
iscritto a sindacati di sinistra". Lo ha affermato lunedì sera il
capo del Governo Silvio Berlusconi intervenendo alla trasmissione
di Anna La Rosa "Conferenza stampa".
Una dichiarazione, quella del Cavaliere, che ha fatto andare su
tutte le furie l'europarlamentare Lilli Gruber, che ha giudicato
di "inaudita gravità" le sue parole.
"Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi confermano una volta di più
che la libertà di informazione in Italia corre seri pericoli - ha
spiegato - affermando che l'85% dei giornalisti sono iscritti a
sindacati di sinistra il premier ha peraltro precisato di essere
venuto a conoscenza di tale dato per aver visto i nomi della Rai".
Lilli Gruber non ha dubbi: "Nel resto d'Europa affermazioni
simili, rese ancor più gravi dall'ammissione di aver visto una
sorta di schedatura, di dossier sugli operatori dell'informazione,
non sarebbero nemmeno concepibili".
"I sindacati non sono società segrete e ciascuno deve essere
libero di aderirvi senza temere alcun tipo di ritorsione - ha
aggiunto l'ex conduttrice del Tg della prima rete - la linea di
condotta adottata dalla Rai, che a tale proposito ha scelto la via
del silenzio, sembra peraltro confermare l'esistenza di queste
presunte liste nere".
Lilli Gruber annuncia quindi che proporrà quanto prima, in seno
all'Europarlamento, una riunione con l'Intergruppo
Stampa-Comunicazione-Libertà, del quale peraltro è vice
presidente, "per discutere il problema della deriva autoritaria di
Berlusconi".
"L'ossessione del presidente del Consiglio - ha concluso - che si
sente perseguitato dai media, non può mettere a repentaglio
l'esistenza degli organi di informazione".
Nel frattempo è tornato sulla questione anche il segretario
dell'Usigrai Roberto Natale, secondo il quale il silenzio di Viale
Mazzini su questa questione è "poco dignitoso".
"Berlusconi afferma di aver visto le liste dei giornalisti Rai e
ne trae considerazioni sui loro orientamenti politici - aveva
invece affermato a caldo nella serata di ieri - significa che
qualcuno, a viale Mazzini, fa l'informatore dell'onorevole
Berlusconi e magari provvede per suo conto a schedare i
giornalisti. Siamo tutti d'accordo nel rifiutare quelle schedature
di tipo sovietico nelle quali si è esibito l'Onorevole
Berlusconi". |