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In occasione di un incontro a
Teheran, il premier siriano Mohammad Naji al Otari e quello
iraniano Mohammad
Khatami hanno rivolto feroci
critiche allo stato d'Israele ed hanno ribadito la volontà di
continuare la loro campagna antiebraica.
"Lo Stato ebraico è fonte di instabilità in Medio Oriente - ha
tuonato Otari - Damasco continuerà nella lotta, insieme ai popoli
palestinese e libanese, per riconquistare i suoi diritti perduti".
Il premier siriano ha inoltre espresso "compiacimento" per gli
sforzi del Governo di Teheran, considerato "in prima linea nella
lotta ai sionisti".
"Le nostre posizioni sono vicine e chiare: non si può parlare di
pace mentre si occupa la terra degli altri - gli ha fatto eco
Khatami - c'è un atteggiamento ipocrita verso il terrorismo. Il
peggiore dei terrorismi di Stato è quello del regime sionista,
mentre chi si batte per la libertà della sua terra è accusato di
terrorismo".
Il leader iraniano ha inoltre addossato ad Israele la
responsabilità del massacro di Beirut di lunedì scorso, nella
quale ha perso la vita anche l'ex premier Rafic Hariri.
"Sia noi che la Siria abbiamo condannato questo attentato - ha
chiarito - è stato ucciso da chi non vuole pace e progresso nella
regione".
Insomma, sembra proprio che i due Paesi abbiano intenzione di fare
fronte comune contro le aggressioni verbali di oggi e, forse,
anche contro quelle militari di domani.
Solo ieri il vice presidente iraniano Mohammed Reza Aref aveva
promesso il sostegno di Teheran ai "fratelli siriani" di fronte
alle minacce ricevute da Stati Uniti e Israele. "Siamo pronti a
sostenerli in ogni modo possibile", aveva affermato. |