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Diversi giorni fa il Governo
israeliano di Ariel Sharon ha reso noto che 500 detenuti
palestinesi saranno liberati dalle carceri dello stato ebraico
come "gesto di buona volontà" nei confronti del presidente Abu
Mazen, che sta mettendo in atto politiche antiterrorismo
senza precedenti nella storia dell'Anp.
Ma, non appena diffusa la notizia, diciannove cittadini israeliani
sono insorti ed hanno chiesto alla Corte Suprema di fermare le
scarcerazioni. Si tratta di familiari di persone rimaste uccise in
agguati o in attentati terroristici messi in pratica proprio da
alcuni dei prigionieri che saranno rilasciati. Solo il presidente
della Repubblica può concedere o meno la grazia, avevano argomentato, non
può certo farlo il Governo di sua iniziativa.
Ieri, invece, la Corte Suprema d'Israele ha respinto il ricorso: "Riconosciamo il dolore dei richiedenti, che hanno perso
i propri cari - hanno scritto i Magistrati - il rilascio dei
prigionieri e dei detenuti certamente non rende la situazione più
serena per loro. Eppure, non vediamo ragione d'interferire nelle
disposizioni del Governo". |