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Il Governo di Silvio Berlusconi non
ha ancora deciso la data nella quale i cittadini italiani potranno
esprimersi sulla Legge 40 sulla fecondazione assistita. Lo stesso
premier ha ieri confermato che il Consiglio dei ministri non ha
ancora nemmeno affrontato l'argomento.
Un comportamento, quello dell'Esecutivo, che è stato aspramente
criticato dal centrosinistra e dai Radicali. I parlamentari temono
soprattutto che il Governo stia prendendo tempo solo perché ha
deciso di fissare la consultazione popolare per una domenica di
giugno.
"E' fondamentale che si voti prima di giugno e che si uniscano
tanti voci a questa richiesta - ha affermato la diessina Barbara
Pollastrini - abbiamo fin da subito messo in guardia dal tentativo
del Governo di usare ogni mezzo per far mancare il quorum. Il
presidente Berlusconi predica la libertà di coscienza, ma in
realtà lavora per ostacolare la partecipazione al voto
referendario".
Parole molto dure sono state pronunciate anche dalla senatrice dei
Verdi Loredana De Petris, per la quale è necessario scegliere
subito "una data che possa garantire ai cittadini l'esercizio del
diritto di voto"
"Il Governo deve fissare subito la data e che sia in un periodo
ragionevole, lontano dalle ferie degli italiani, non possiamo
accettare quest'ostruzionismo che ha il solo scopo di boicottare
il referendum - ha aggiunto - non possiamo mandare gli italiani a
votare a Ferragosto".
Hanno invece minacciato di passare alle maniere forti i Radicali,
che sono pronti ad un ricorso alla Consulta nel caso che il
Governo decidesse di far votare a giugno.
"Servirebbe per soddisfare le gerarchie vaticane, sarebbe
irragionevole, illegittimo", hanno spiegato alcuni esponenti del
partito di Marco Pannella, che hanno peraltro ricordato che la
legge prevede che il Referendum debba essere fissato in una data
che consenta il più ampio accesso al voto. |