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L'informazione italiana è piegata
quasi totalmente al volere del primo ministro Silvio Berlusconi,
proprietario di Mediaset e "controllore" del servizio pubblico
radiotelevisivo.
Il centrosinistra ha deciso di denunciare con forza la
"drammatica" situazione dell'informazione nel nostro Paese.
La coalizione ne ha parlato oggi durante un vertice a Roma, una
riunione alla quale hanno partecipato i membri di opposizione
della commissione parlamentare di vigilanza della Rai, i
responsabili dell'informazione di tutti i partiti del
centrosinistra e il leader dell'Unione Romano Prodi.
"Romano Prodi condurrà in prima persona una battaglia rivolta
all'opinione pubblica e al Parlamento contro la condizione
drammatica e preoccupante in cui versa la Rai e più in generale il
settore informativo - ha spiegato il diessino Fabrizio Morri - i
telegiornali sono brutti, faziosi, l'opposizione presentata quasi
sempre in modo negativo e prosegue la gestione monocolore del Cda.
Siamo inoltre preoccupati su come il governo si è atteggiato
finora verso le autorità di sorveglianza, vogliamo impedire che le
funzioni di questi organismi fondamentali per la democrazia
vengano inibite".
Il dielle Paolo Gentiloni ha poi assicurato che "dal vertice è
emersa una sollecitazione alle dimissioni di questo cda della Rai,
con un impegno da parte del centrosinistra a lavorare
unitariamente, a fare del nuovo cda Rai un vertice autonomo e
autorevole".
L'Unione ha inoltre deciso di esprimere con forza la propria
contrarietà al progetto del centrodestra di modificare le norme
sulla par condicio". |