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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 FEBBRAIO 2005
Attacchi ai Magistrati: l'Anm scrive agli avvocati
REDAZIONE

"Nel recente passato ci ha diviso la valutazione su alcuni aspetti della riforma dell'ordinamento giudiziario. Ma siamo certi che ci accomuna la convinzione della necessità dell'indipendenza della Magistratura come garanzia per il cittadino e il profondo rispetto per la professione forense".
L'Associazione Nazionale Magistrati ha scritto una lettera aperta all'Avvocatura, chiedendo alle associazioni forensi di affrontare insieme le problematiche legate "alla difesa di un esercizio indipendente e sereno della giurisdizione, libero da demagogiche strumentalizzazioni".

Il sindacato delle Toghe, ricordando che "una Magistratura indipendente ed una avvocatura libera sono i connotati di ogni vera democrazia", ha posto l'accento sulle recenti critiche piovute contro la Magistratura da parte di esponenti dell'Esecutivo e della Maggioranza. Argomenti che, secondo il direttivo centrale, "in nessun modo possono essere sottovalutati".
"Pensiamo che non possiate che condividere la nostra preoccupazione di fronte al tono ed ai contenuti delle recenti polemiche su singoli provvedimenti giudiziari - si legge nella lettera - il tutto senza reale contraddittorio, in un clima esasperato, che non consente dubbi o riflessioni".
Per l'Anm "quando si parla della necessità di adeguare le sentenze al sano sentimento popolare ci turbano pericolose memorie".

"Quando il ministro della giustizia entra nel merito di decisioni giudiziarie, criticando la decisione di un giudice di Lecco e approvando quella di un giudice di Busto Arsizio, vi è da preoccuparsi per il sereno esercizio della giurisdizione - hanno aggiunto i Giudici - quando un altro ministro presenzia ad una manifestazione in cui si disprezzano le sentenze, si mostrano lapidi per un procuratore della Repubblica, si lanciano invettive contro un giudice reo di aver assolto un imputato islamico e un altro giudice che ha applicato un patteggiamento a due nomadi, la preoccupazione è massima".
Di fronte a tutto questo l'Anm ha deciso che non si può più restare a guardare. Anche perché, si sottolinea nella lettera, "i magistrati hanno accettato, come parte del rischio professionale, di entrare nel mirino di gruppi terroristi e di gruppi mafiosi, ma è difficile accettare questo livello di attacchi che coinvolgono esponenti del governo".

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