
Attaccare la Magistratura è ormai un'abitudine per la Casa delle
Libertà, che non perde un occasione per criticare il lavoro delle Toghe.
A finire nel mirino del centrodestra, ed in particolare del ministro per
le Riforme Roberto Calderoli, è questa volta il Giudice per le Indagini
Preliminari di Roma Maria Callari, sotto accusa per la decisione di
scarcerare Roberto Dal Bosco, che la sera del 31 dicembre ha aggredito
fisicamente il premier Silvio Berlusconi. Per il leghista rimettere in
libertà il muratore mantovano è una scelta che "fa vomitare".
"La mancata convalida dell'arresto rischia di far passare questa vicenda
gravissima come una semplice bravata, e di far pensare ai meno
equilibrati che aggredire un capo di Stato sia una cosa non tanto grave,
visto che il giorno dopo si è già fuori - ha tuonato l'esponente del
Carroccio - non mi sembra un messaggio molto educativo quello che si è
fatto passare".
Calderoli invita pertanto il Guardasigilli Roberto Castelli ad "inviare
gli ispettori ministeriali al Tribunale di Roma".
"Si cerca di far passare l'episodio come l'intemperanza di un pazzo, ma
per quello che mi riguarda, visto che il pazzo fa militanza alle feste
di partito, temo per possibili colpi di Stato - ha aggiunto - quel
cavalletto avrebbe potuto uccidere, così come avrebbe potuto uccidere
l'estintore di Carlo Giuliani scagliato contro un Carabiniere che si è
legittimamente difeso".
Le dichiarazioni della camicia verde hanno per l'ennesima volta
costretto gli esponenti delle opposizioni a difendere l'operato della
Magistratura.
"In attesa della sentenza definitiva la valutazione discrezionale del
Giudice sul fatto e sulla pericolosità della persona in questione è
libera - ha fatto notare la diessina Anna Finocchiaro - definire il capo
d'imputazione e, conseguentemente la sanzione fa parte della
discrezionalità del Giudice che va tutelata. Pur confermando ancora una
volta la gravità del fatto, inviterei tutti a non entrare nella
questione con alcun giudizio. Quanto a Calderoli lo inviterei a non
esagerare: non c'è nessun colpo di Stato in vista".
Ancora più duro il commento di Giuseppe Giulietti, secondo il quale "la
mamma degli imbecilli è davvero sempre incinta".
"Nei giorni scorsi alcuni estremisti della Maggioranza avevano innalzato
striscioni nell’Aula della Camera contro il giudice Papalia definendolo
un nazista - ha ricordato l'esponente della Quercia - qualche giorno
dopo alcuni magistrati veneti, e tra questi il dottor Papalia, hanno
ricevuto minacce e lettere anonime. Se dovessimo usare lo stesso
sillogismo usato da alcuni estremisti del governo la conclusione sarebbe
ovvia".
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