
Dario Fo e Giorgio Albertazzi, protagonisti della trasmissione "Il
teatro italiano", in onda su Raidue il lunedì alle ore 23, hanno
nuovamente attaccato i vertici della televisione di Stato, colpevoli di
aver "boicottato" il loro programma.
I due attori, che già la scorsa settimana avevano denunciato la mancanza
degli spot necessari a pubblicizzare la trasmissione, hanno comprato uno
spazio pubblicitario a pagamento sul quotidiano La Repubblica per
rinnovare le loro accuse.
"Qual è la ragione di tanto silenzio? - si legge nella pubblicità -
viste le difficoltà di cui soffre la televisione pubblica nel mettere in
luce il nostro programma, per la realizzazione del quale sono state
spese, oltre alla nostra passione, notevoli somme di denaro pubblico,
abbiamo deciso, pur di non vedere affossato il nostro lavoro nell'oblìo
Rai, di finanziare, comperando questa pagina, la promozione delle
rimanenti cinque puntate di Il teatro in Italia".
Già la scorsa settimana il premio Nobel aveva confessato tutta la sua
amarezza, spiegando che il "programma è come se fosse scomparso dalla
programmazione Rai, è come se non esistesse".
"Albertazzi ed io non siamo solo molto delusi - aveva concluso - siamo
indignati".
Immediata è arrivata la replica di Viale Mazzini che, in merito alla
pagina pubblicata su La Repubblica, ha precisato "che oltre al grande
impegno produttivo e tecnico, anche la promozione del programma è stata
di grande livello e che il numero degli spot è nettamente superiore a
quello previsto per gli altri programmi di seconda serata".
"Si sottolinea - si legge ancora nel comunicato della Tv pubblica - che
le seconde serate del palinsesto Rai sono collocazioni di pregio con una
potenziale platea seconda sola al prime time".
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