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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 3 GENNAIO 2005
Inferno in Iraq a meno di un mese dalle elezioni
REDAZIONE

"Mentre vediamo in tv le scene terribili di poliziotti e civili uccisi, vediamo anche i cittadini che vanno a registrare i loro nomi nei seggi elettorali".
Con queste parole il segretario di Stato americano Colin Powell ha ieri cercato di far conoscere al mondo anche gli importanti passi che il nuovo Iraq del dopo Saddam sta compiendo verso la democrazia. Secondo Powell tutti i cittadini iracheni, anche "la popolazione del triangolo sunnita", vogliono queste elezioni, elezioni che secondo l'amministrazione di George W. Bush devono svolgersi assolutamente il 30 di gennaio.

Ma, a meno di un mese dall'apertura dei seggi, la situazione nel paese resta drammatica. Nella sola giornata di ieri si sono contati almeno 36 morti, 25 dei quali poliziotti della Guardia Nazionale, assassinati nell'esplosione di un'autobomba. In serata, invece, alcuni terroristi hanno preso di mira con i loro mortai i consolati di Stati Uniti e Regno Unito della città di Bassora, fortunatamente senza causare vittime.
La situazione è molto grave anche dal punto di vista economico. Secondo il ministro ad interim per il Petrolio, Thamer Ghadban, i ribelli hanno procurato otto miliardi di dollari di danni con i loro attacchi agli oleodotti, che Osama Bin Laden in persona ha recentemente invitato a colpire.

Ma in vista delle prossime elezioni la notizia più preoccupante è certamente quella relativa alle dimissioni di dodici membri della commissione elettorale di Baiji, che erano stati recentemente minacciati.
Il vicepresidente della Commissione Haidar Baldawi ha reso noto che negli scorsi giorni i ribelli avevano attaccato due seggi elettorali della città. Altri nove sono invece stati danneggiati nella provincia di Tikrit.
Su questo fronte, però, la situazione più allarmante si registra ancora a Mosul che, dopo il recente attacco americano a Falluja, è diventata la nuova roccaforte dei ribelli. Proprio a causa dell'escalation di attacchi terroristici, il comando statunitense ha deciso di inviare nella città altri ottomila uomini oltre a quelli già presenti nella zona.

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