
Eccoci dunque a commentare la bravata del treppiedi. Il gesto in sé
sarebbe poca cosa, al massimo una spia che qualcosa nella security del
capo fa acqua.
Ma nei mondi virtuali le cose in sé valgono poco rispetto alla loro
spendibilità nel mercato delle emozioni.
La notizia diventa allora la gestione del piccolo caso. Chiunque abbia
visto i giornali e ascoltato i notiziari di questi giorni ha potuto
apprezzarla. Il tema è l'odio, la tentazione pericolosa di tutti gli
indignati.
La manipolazione degli inquilini della Casa è un rituale mai abbastanza
scontato.
Reagiscono con la solita (odiosa?) aggressività vittimistica ascrivendo
il gesto di un singolo all'opposizione, prendendosela con i magistrati
che applicano le regole (loro, i "garantisti"!), intimidendo e
criminalizzando preventivamente ogni dissenso di piazza.
La cosa vergognosa ma perfettamente emblematica è che possono fare
questo contando sulla collaborazione di gran parte dei media e dei
giornalisti di regime e su oppositori che più mansueti e ben educati non
si può.
Il rischio per la democrazia, a scorrere le cronache e i commenti di
giornata, saremmo noi cittadini che cerchiamo ancora di ragionare e
ragionando ci incavoliamo e incavolandoci troviamo ancora la forza di
fiatare. Facendo il minimo di quel che dovremmo al cospetto di tanto
scandalo.
Le cerimoniose autorità dello Stato girano lo sguardo dall'altra parte
invitando all'unità e ad abbassare i toni.
I terzisti furboni parlano di un "clima" apocalittico, di un modo
sbagliato di intendere lo scontro politico, di eccesso di faziosità.
Non si interrogano sui motivi di tanta indignazione (l'impunità,
l'affarismo, la censura, l'uso privatistico delle istituzioni, il
disprezzo di ogni regola e di ogni garanzia, la sistematica calunnia di
ogni persona scomoda), non vedono che quei facinorosi dei girotondini -
Costituzione vigente alla mano - parlano lo stesso linguaggio della
grande stampa internazionale della destra liberale o riferiscono i
report delle istituzionali sovranazionali. I soloni alzano il ciglio e
distribuiscono bacchettate: soltanto loro e con i giusti modi - lasciano
intendere - possono levare qualche critica. Gli altri - soprattutto se
cittadini anonimi che si autoconvocano in piazza senza fare anticamera
nei salotti - sono vittime o complici di una irresponsabile cultura
dell'odio e della demonizzazione dell'avversario.
In questo contesto, che trabocca di viltà e ipocrisia, la bassezza di un
Calderoli o di un Gasparri può essere usata come un corpo contundente
(altro che treppiedi) e chi ancora vuol mantenere integra la sua persona
deve votarsi alla sopportazione. Non deve stupire che, in questo
contesto, all'estero ci irridano.
Ai soloni del terzismo mi permetto di porre una domanda: quale contenuto
delle nostre manifestazioni girotondesche è da considerarsi un esempio
di odio? e ancora: ci possono indicare quale azione di violenza o di
fanatismo avremmo commesso in questi anni?
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