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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 3 GENNAIO 2005
Un treppiedi sulla verità

PIERO RICCA

Eccoci dunque a commentare la bravata del treppiedi. Il gesto in sé sarebbe poca cosa, al massimo una spia che qualcosa nella security del capo fa acqua.
Ma nei mondi virtuali le cose in sé valgono poco rispetto alla loro spendibilità nel mercato delle emozioni.
La notizia diventa allora la gestione del piccolo caso. Chiunque abbia visto i giornali e ascoltato i notiziari di questi giorni ha potuto apprezzarla. Il tema è l'odio, la tentazione pericolosa di tutti gli indignati.

La manipolazione degli inquilini della Casa è un rituale mai abbastanza scontato.
Reagiscono con la solita (odiosa?) aggressività vittimistica ascrivendo il gesto di un singolo all'opposizione, prendendosela con i magistrati che applicano le regole (loro, i "garantisti"!), intimidendo e criminalizzando preventivamente ogni dissenso di piazza.
La cosa vergognosa ma perfettamente emblematica è che possono fare questo contando sulla collaborazione di gran parte dei media e dei giornalisti di regime e su oppositori che più mansueti e ben educati non si può.
Il rischio per la democrazia, a scorrere le cronache e i commenti di giornata, saremmo noi cittadini che cerchiamo ancora di ragionare e ragionando ci incavoliamo e incavolandoci troviamo ancora la forza di fiatare. Facendo il minimo di quel che dovremmo al cospetto di tanto scandalo.

Le cerimoniose autorità dello Stato girano lo sguardo dall'altra parte invitando all'unità e ad abbassare i toni.
I terzisti furboni parlano di un "clima" apocalittico, di un modo sbagliato di intendere lo scontro politico, di eccesso di faziosità.
Non si interrogano sui motivi di tanta indignazione (l'impunità, l'affarismo, la censura, l'uso privatistico delle istituzioni, il disprezzo di ogni regola e di ogni garanzia, la sistematica calunnia di ogni persona scomoda), non vedono che quei facinorosi dei girotondini - Costituzione vigente alla mano - parlano lo stesso linguaggio della grande stampa internazionale della destra liberale o riferiscono i report delle istituzionali sovranazionali. I soloni alzano il ciglio e distribuiscono bacchettate: soltanto loro e con i giusti modi - lasciano intendere - possono levare qualche critica. Gli altri - soprattutto se cittadini anonimi che si autoconvocano in piazza senza fare anticamera nei salotti - sono vittime o complici di una irresponsabile cultura dell'odio e della demonizzazione dell'avversario.

In questo contesto, che trabocca di viltà e ipocrisia, la bassezza di un Calderoli o di un Gasparri può essere usata come un corpo contundente (altro che treppiedi) e chi ancora vuol mantenere integra la sua persona deve votarsi alla sopportazione. Non deve stupire che, in questo contesto, all'estero ci irridano.
Ai soloni del terzismo mi permetto di porre una domanda: quale contenuto delle nostre manifestazioni girotondesche è da considerarsi un esempio di odio? e ancora: ci possono indicare quale azione di violenza o di fanatismo avremmo commesso in questi anni?

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