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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 3 GENNAIO 2005
Israele: è di nuovo crisi per il Governo Sharon
REDAZIONE

Il Governo di unità nazionale voluto dal primo ministro israeliano Ariel Sharon e dal leader dei laburisti Shimon Peres potrebbe avere una vita molto breve.
Il primo ministro ha infatti oggi reso noto che nonostante il recente accordo con la sinistra la sua nuova coalizione potrebbe "non avere una maggioranza alla Knesset".
"Abbiamo gravi problemi con un partito ultra ortodosso (il Fronte della Torah, ndr) - ha spiegato il premier - hanno cambiato opinione sotto la forte pressione dei rabbini radicali dei coloni. E parte del mio stesso partito è contrario all'intesa con i laburisti. Se non avrò una maggioranza questa settimana, allora dovremo forse ricorrere alle elezioni".
Parla di elezioni anticipate anche il ministro della Sanità Dany Naveh: "Se il Fronte della Torah non entrasse al governo - ha spiegato Naveh - il Likud dovrebbe allora rinunciare al Governo con i laburisti ed andare piuttosto ad elezioni anticipate.

Sharon ha concesso al partito laburista otto ministeri del nuovo Esecutivo (due o tre dei quali senza portafoglio), e a Peres la carica di vicepremier. Grazie a questo accordo la nuova coalizione potrà contare su 61 seggi su 120. Ma, senza l'appoggio dei cinque parlamentari del Fronte della Torah, il Governo di unità nazionale è destinato alla sfiducia.
Il premier era stato costretto ad aprire le porte alla sinistra a causa del clamoroso ko della maggioranza di giovedì 2 dicembre. Con 69 voti contrari e 43 a favore, infatti, il Parlamento aveva bocciato la legge di bilancio 2005, aprendo la crisi di Governo. Sharon, dopo aver licenziato i quattro ministri dello Shinui, il partito che aveva voltato le spalle all'Esecutivo, aveva subito cercato l'appoggio della compagine di Peres per evitare le elezioni anticipate.

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