
Il Governo di unità nazionale voluto dal primo ministro israeliano Ariel
Sharon e dal leader dei laburisti Shimon Peres potrebbe avere una vita
molto breve.
Il primo ministro ha infatti oggi reso noto che nonostante il recente
accordo con la sinistra la sua nuova coalizione potrebbe "non avere una
maggioranza alla Knesset".
"Abbiamo gravi problemi con un partito ultra ortodosso (il Fronte della
Torah, ndr) - ha spiegato il premier - hanno cambiato opinione sotto la
forte pressione dei rabbini radicali dei coloni. E parte del mio stesso
partito è contrario all'intesa con i laburisti. Se non avrò una
maggioranza questa settimana, allora dovremo forse ricorrere alle
elezioni".
Parla di elezioni anticipate anche il ministro della Sanità Dany Naveh:
"Se il Fronte della Torah non entrasse al governo - ha spiegato Naveh -
il Likud dovrebbe allora rinunciare al Governo con i laburisti ed andare
piuttosto ad elezioni anticipate.
Sharon ha concesso al partito laburista otto ministeri del nuovo
Esecutivo (due o tre dei quali senza portafoglio), e a Peres la carica
di vicepremier. Grazie a questo accordo la nuova coalizione potrà
contare su 61 seggi su 120. Ma, senza l'appoggio dei cinque parlamentari
del Fronte della Torah, il Governo di unità nazionale è destinato alla
sfiducia.
Il premier era stato costretto ad aprire le porte alla sinistra a causa
del clamoroso ko della maggioranza di giovedì 2 dicembre. Con 69 voti
contrari e 43 a favore, infatti, il Parlamento aveva bocciato la legge
di bilancio 2005, aprendo la crisi di Governo. Sharon, dopo aver
licenziato i quattro ministri dello Shinui, il partito che aveva voltato
le spalle all'Esecutivo, aveva subito cercato l'appoggio della compagine
di Peres per evitare le elezioni anticipate.
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