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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 4 GENNAIO 2005
Interviene l'Anm: "Basta attacchi ai Giudici"
REDAZIONE

Dopo Guido Papalia, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo e Paolo Carfì, la Casa delle Libertà prende di mira anche il Giudice per le Indagini Preliminari di Roma Barbara Callari, colpevole - secondo il centrodestra - di aver scarcerato troppo in fretta Roberto Dal Bosco, l'uomo che la sera del 31 dicembre ha aggredito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "E' una decisione che fa vomitare", ha per esempio commentato con il suo consueto stile il ministro per le Riforme Roberto Calderoli.

Nella serata di ieri l'Associazione Nazionale Magistrati ha diramato una nota per esprimere "piena solidarietà" alla Toga finita nell'occhio del ciclone.
"Ancora una volta un Magistrato è stato oggetto di una serie di attacchi per il solo fatto di aver applicato la legge. Questi attacchi sono tanto più gravi perchè provengono da alti esponenti delle Istituzioni - si legge nel comunicato - l'Anm esprime piena solidarietà al Gip nella convinzione che un corretto sistema istituzionale non può tollerare la delegittimazione dell'indipendente esercizio della funzione giurisdizionale".

Nella giornata di ieri era intervenuto anche il presidente del Tribunale di Roma Luigi Scotti, secondo il quale il Gip ha solo "ritenuto di applicare le regole del codice in materia di custodia cautelare".
"La collega è una persona serissima - aveva aggiunto - per tenere una persona in carcere devono sussistere i pericoli di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato o di fuga".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giovanni Tripodi, legale di Roberto Dal Bosco, per il quale "il Gip ha applicato correttamente la legge".

Gli attacchi della coalizione del primo ministro al Magistrato avevano fatto insorgere anche le opposizioni.
"In attesa della sentenza definitiva la valutazione discrezionale del Giudice sul fatto e sulla pericolosità della persona in questione è libera - aveva fatto notare la diessina Anna Finocchiaro - definire il capo d'imputazione e, conseguentemente la sanzione fa parte della discrezionalità del Giudice che va tutelata. Pur confermando ancora una volta la gravità del fatto, inviterei tutti a non entrare nella questione con alcun giudizio".

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