
Dopo Guido Papalia, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo e Paolo Carfì, la
Casa delle Libertà prende di mira anche il Giudice per le Indagini
Preliminari di Roma Barbara Callari, colpevole - secondo il centrodestra
- di aver scarcerato troppo in fretta Roberto Dal Bosco, l'uomo che la
sera del 31 dicembre ha aggredito il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. "E' una decisione che fa vomitare", ha per esempio
commentato con il suo consueto stile il ministro per le Riforme Roberto
Calderoli.
Nella serata di ieri l'Associazione Nazionale Magistrati ha diramato una
nota per esprimere "piena solidarietà" alla Toga finita nell'occhio del
ciclone.
"Ancora una volta un Magistrato è stato oggetto di una serie di attacchi
per il solo fatto di aver applicato la legge. Questi attacchi sono tanto
più gravi perchè provengono da alti esponenti delle Istituzioni - si
legge nel comunicato - l'Anm esprime piena solidarietà al Gip nella
convinzione che un corretto sistema istituzionale non può tollerare la
delegittimazione dell'indipendente esercizio della funzione
giurisdizionale".
Nella giornata di ieri era intervenuto anche il presidente del Tribunale
di Roma Luigi Scotti, secondo il quale il Gip ha solo "ritenuto di
applicare le regole del codice in materia di custodia cautelare".
"La collega è una persona serissima - aveva aggiunto - per tenere una
persona in carcere devono sussistere i pericoli di inquinamento delle
prove, di reiterazione del reato o di fuga".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giovanni Tripodi, legale di Roberto
Dal Bosco, per il quale "il Gip ha applicato correttamente la legge".
Gli attacchi della coalizione del primo ministro al Magistrato avevano fatto
insorgere anche le opposizioni.
"In attesa della sentenza definitiva la valutazione discrezionale del
Giudice sul fatto e sulla pericolosità della persona in questione è
libera - aveva fatto notare la diessina Anna Finocchiaro - definire il
capo d'imputazione e, conseguentemente la sanzione fa parte della
discrezionalità del Giudice che va tutelata. Pur confermando ancora una
volta la gravità del fatto, inviterei tutti a non entrare nella
questione con alcun giudizio".
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