
"Abbiamo chiesto ai nostri fratelli arabi, specialmente all'Egitto e ai
Paesi del Golfo, di spingere i sunniti iracheni a partecipare alle
elezioni: se questa partecipazione dovesse richiedere un rinvio della
data del voto, allora le elezioni potrebbero essere rinviate".
Il ministro ad interim della Difesa dell'Iraq Hazem al Shaalan non ha
molti dubbi: se sarà necessario, la tornata elettorale, prevista per il
30 di questo mese, sarà rinviata a nuova data. Il Governo di Allawi teme
infatti che la maggior parte dei cittadini del cosiddetto "triangolo
sunnita" diserteranno le urne, mettendo a rischio la credibilità
dell'intera consultazione. Il ministro ha infatti spiegato che se i
sunniti non si recheranno a votare "quasi la metà della società sarà
assente in queste elezioni".
"Washington sarebbe felice se l'operazione elettorale fosse completa,
con la partecipazione di tutti - ha poi aggiunto Hazem al Shaalan - noi
vogliamo dare ai nostri fratelli sunniti un'altra possibilità, anche se
ciò dovesse significare il rinvio del voto".
Un vero peccato che da parte dell'amministrazione di George W. Bush sia
subito arrivata una secca smentita. Il portavoce aggiunto del
Dipartimento di Stato americano Adam Ereli ha chiarito che i seggi
saranno aperti senza ritardi il 30 gennaio.
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