
Dopo aver condannato l'intifada armata contro Israele e dopo aver
chiesto scusa al Kuwait per l'appoggio morale che l'Anp diede nel 1990
all'invasione dell'emirato da parte delle truppe di Saddam Hussein, il
presidente dell'Olp Abu Mazen ha oggi condannato il lancio di razzi
contro lo Stato ebraico.
"Gli attacchi agli obiettivi israeliani non danneggiano Israele - ha
affermato durante un comizio elettorale in vista delle presidenziali del
9 di gennaio - ma i palestinesi che li sparano".
Parole che, secondo alcune organizzazioni estremiste, sono una vera e
propria "pugnalata alla schiena della resistenza palestinese".
Abu Mazen è però riuscito contemporaneamente ad irritare anche il
Governo di Sharon. Durante un altro comizio in una cittadina roccaforte
dei gruppi fondamentalisti il candidato ha chiesto di pregare "per le
anime dei martiri caduti sotto il fuoco del nemico sionista".
Già diversi giorni fa il presidente aveva fatto innervosire il governo
israeliano chiedendo a più riprese la scarcerazione del leader di al
Fatah in Cisgiordania Marwan Barghuti, attualmente rinchiuso in regime
di massimo isolamento in un carcere dello Stato ebraico, dove sta
scontando cinque ergastoli per l'uccisione di diversi cittadini
israeliani.
In quell'occasione l'esecutivo di Sharon aveva cercato di minimizzare,
interpretando quelle dichiarazioni come semplici "spot elettorali".
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