
Sempre di più gli eventi che si susseguono danno la certezza che
l'attacco alla Democrazia è decisamente in corso. Il timore di essere
piombati in una sorta di regime, è divenuto ancor più concreto con
l'approvazione della Riforma giudiziaria. Una riforma che mina le
Istituzioni nella loro essenza, che calpesta lo "Stato di diritto",
fondamento di una vera Democrazia. In questi giorni sempre più spesso si
sentono personaggi autorevoli parlare di "colpo di stato", di "regime" o
di "dittatura".
Coraggiosamente ne ha parlato Furio Colombo - addirittura in televisione
- è stata poi la volta di Romano Prodi che ha espresso i suoi timori in
una lettera al direttore del quotidiano La Repubblica solo pochi giorni
fa. Il 31 dicembre è toccato a Michele Serra dichiarare che non avrà più
remore, con l'inizio del nuovo anno, a parlare di regime.
Il Capo del Governo, per nulla toccato dagli accadimenti, si preoccupa
di incarnare la figura di nuovo assolutore dei nostri peccati,
perdonando "addirittura" chi aveva attentato alla sua incolumità. Che si
tratti di un'opera mediatica è del tutto evidente: il Cavaliere riesce
così a passare agli occhi degli italiani, oltre che per un martire
(continuamente pressato dalla stampa comunista, messo sotto accusa dalle
Toghe rosse, e ora anche ferito da un comune cittadino), anche per
aspirante Papa.
Cosa accadrà nel 2006, anno in cui scadrà pure il mandato di Carlo
Azeglio Ciampi?
Il Quirinale forse già va troppo stretto al Cavaliere; meglio puntare su
imprese ben più ardue.
L'Italia è ormai conquistata, non resta che il
Vaticano.
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