
Il Governo ha deciso di costituirsi davanti alla Corte Costituzionale
contro i referendum che promuovono l'abrogazione della Legge 40 sulla
procreazione assistita.
In sostanza, l'Avvocatura generale dello Stato cercherà di convincere i
Giudici, che dovranno esprimersi il 10 di gennaio, che il ricorso alla
consultazione popolare è inammissibile.
"Apprendiamo che, come non accadeva da molti anni, il Governo italiano,
in vista del prossimo giudizio della Corte Costituzionale sui referendum
in materia di fecondazione assistita e libertà di ricerca scientifica e
di cura, ha deciso di costituirsi contro i quesiti e a difesa della
legge sottoposta al giudizio popolare - hanno scritto in una nota i
Radicali Daniele Capezzone, Rita Bernardini e Marco Cappato - ci
auguriamo che nella prossime ore non manchino le riflessioni (e, chissà,
le conseguenti iniziative) da parte dei laici e liberali del Governo e
della maggioranza".
Ancora più duro il commento del presidente della Società italiana di
fertilità e sterilità Carlo Flamigni.
"E' un brutto episodio certamente non democratico - ha tuonato - è
un'interferenza che ricorda gli atteggiamenti dello Stato fascista
quando si volevano spegnere le voci del dissenso".
Per il Professore si tratta insomma "di una vera e propria aggressione
all'istituto del referendum, perchè si vuole togliere ai cittadini la
possibilità di esprimere il proprio dissenso o consenso su una questione
di primaria importanza".
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