Muore
ignominiosamente la repubblica.
Ignominiosamente la spiano
i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.
Arrotano ignominiosamente il becco i corvi
nella stanza accanto.
Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,
si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi
sciacalli.
Tutto accade ignominiosamente, tutto
meno la morte medesima - cerco di farmi
intendere
dinanzi a non so che tribunale
di che sognata equità. E l'udienza è tolta.
Mi sono permesso di ripescare questa poesia "civile" di Mario Luzi
("Muore ignominiosamente la repubblica", da "Al fuoco della
controversia", 1971-77), per contribuire alla conoscenza della sua
opera, in particolare presso i parlamentari e gli opinionisti della
"Casa della libertà", molti dei quali non hanno fatto mistero in questi
giorni, anzi si sono vantati di non aver mai letto nulla di lui.
Il padre della nuova Costituzione, on. Roberto Calderoli, forse
esagerando, ha addirittura dichiarato: "disconoscevo finora che
esistesse al mondo". Il ministro disconoscente delle riforme era
indignato che il poeta - dal ministro definito "storico" - avesse
espresso un'opinione da lui non condivisa sulla "gravissima" e poi molto
edificante vicenda del treppiede e del cerottone.
In questa ora grave il mio pensiero è rivolto in particolare all'on.
Isabella Bartolini, vice capo gruppo di Forza Italia alla Camera, la
quale ieri ha trovato il coraggio di dichiarare quanto segue:
"E' proprio vero, signori si nasce. A questo punto è chiaro a tutti gli
italiani da che parte stanno la nobiltà d'animo e la bontà e da che
parte stanno i calunniatori, i violenti e chi fomenta l'odio".
La deputata si riferiva al perdono regale che al "muratorino mantovano"
(definizione di Giuliano Ferrara, contrariato dal gesto del marito del
suo editore), è stato offerto ieri dal capo del partito azzurro,
notoriamente in lotta titanica contro i demoni rossi, quegli stessi che
negli ultimi dieci anni si sono fieramente opposti al suo tentativo di
usare la politica per farsi una montagna di sghei e risolvere le grane
giudiziarie proponendosi nel contempo come salvatore della patria.
All'on. Bartolini e alla signora assessora di Milano Tiziana Maiolo -
che un anno fa chiese che venissi espulso da un dibattito televisivo in
diretta su Telelombardia perchè non ero nessuno e poi portavo i sandali
- va in questa vigilia di Epifania il mio augurio più sincero.
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