
La sceneggiata di questi giorni, innescata dal lancio del "cavalletto"
del muratore mantovano contro la "persona" di Berlusconi è quanto mai
"illuminante" di una situazione che ormai si può definire "patologica"!
La "patologia" Berlusconi continua a condizionare pesantemente la
vicenda politica italiana. E non sarà facile liberarsene. Non si
sottovaluti l'effetto che questo episodio avrà a livello di "consenso"
elettorale: un episodio che in un primo tempo si è voluto configurare
come "politico". Si è scaricata sulle Opposizioni, con la consueta
potenza delle televisioni, la responsabilità "morale" del gesto di
"odio" (il vittimismo) del "muratore di sinistra", con il corollario di
aggressione al Senatore Luzi.
Ma si capiva che con il "cerottone" e il "vittimismo" gli effetti non
potevano reggere all'evidenza dei fatti. Dal Bosco non reggeva la
"scena" come "muratore di sinistra" infettato dall'odio viscerale contro
Sua Emittenza! Infatti dopo poche ore dalla "scarcerazione" aveva già
ammesso che aveva fatto una "bravata"! Appena arrivato a casa scriveva e
porgeva formalmente le "scuse"! Il fatto si sgonfiava dei suoi connotati
di "atto politico" e diventava un patetico caso "umano"!
Ma sul caso "umano" si poteva costruire qualcosa di "mediatico" ?
Certamente. Il Cavaliere poteva mai archiviare, con la sua "mens
pubblicitaria", un attentato contro la sua persona... senza passare alla
storia?
Gli sarà balenato un ricordo nella mente: l'attentato a Papa Wojtyla! Al
Cavaliere, che incarna la "patologia" dell'Unto del Signore, è balenata
l'idea del "perdono" ! Proprio come Wojtyla con Alì Agca! Prepariamoci
al grande evento mediatico che ancora ha da venire ma che ritengo molto
ravvicinato: Tg1, Tg5, Tg2, Rete4, La7, Italia1. telecamere e
giornalisti ad "immortalare" l'incontro tra il muratore di sinistra
(accompagnato dalla mamma?), pentito e "convertito" e il Cavaliere
(Wojtyla) che lo attende emozionato e si abbracciano e...piangono
felici!
E' uno scenario da "fiction" ? Certamente. Ma è proprio ciò che il
regime mediatico e pubblicitario ha scientificamente seminato e prodotto
negli ultimi venti anni nel nostro povero Paese. Un Paese in balia di
palinsesti-spazzatura dove una trasmissione che si chiama "la vita in
diretta" (Michele Cucuzza) per due ore, ogni pomeriggio, ci parla e ci
fa vedere tutto il "gossip" delle veline, dei calciatori, delle attrici
e attricette nelle loro vicende "private" nei pettegolezzi e nei
tradimenti sentimentali.
Insomma in un clima di Grande Fratello volete che l'ispiratore e il
"regista" di tutta questa "sceneggiata italiana" perda la grande
occasione personale?
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