
"Credo che la settimana prossima presenteremo alla Knesset un nuovo
governo che guiderà lo stato di Israele".
Lo ha ieri affermato il primo ministro dello Stato ebraico Ariel Sharon,
che ha così annunciato la fine dei problemi interni alla sua nuova
maggioranza. Una maggioranza guidata dal suo partito, il Likud, e sostenuta
principalmente dai laburisti di Peres. Ma, per ottenere la
fiducia del Parlamento, sono anche necessari i deputati di altri partiti
più piccoli, che in questi ultimi giorni avevano fatto precipitare la
coalizione in una fase di stallo.
I problemi più gravi erano arrivati dal movimento ultraortodosso "Fronte
della Torah" (solo cinque parlamentari), che aveva espresso perplessità in merito al piano di ritiro da Gaza voluto dal premier.
"Se il Fronte della Torah non entra nel governo - aveva spiegato il
ministro della Sanità Dany Naveh - il Likud dovrebbe allora rinunciare
al Governo con i laburisti ed andare piuttosto ad elezioni anticipate".
Ieri è finalmente arrivato il via libera definitivo da parte del partito
religioso, che permetterà
al Governo di unità nazionale di licenziare prima di ogni altra cosa la
legge di Bilancio 2005.
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