
Domenica 9 gennaio il popolo palestinese si recherà alle urne per
scegliere il successore di Yasser Arafat alla presidenza dell'Autorità
Nazionale Palestinese.
Saranno diverse centinaia gli osservatori internazionali incaricati di
vigilare sulla legittimità della tornata.
L'Ue invierà una delegazione di quindici rappresentanti dell'Assemblea
del Consiglio d'Europa, che lavoreranno sotto la guida del britannico
Lord Kilclooney.
Il loro arrivo a Ramallah e a Gerusalemme è previsto
per il 7 di gennaio.
In missione anche diversi europarlamentari, tra i quali l'italiana Lilli
Gruber, che arriverà in Palestina oggi:
"In questo momento in cui è grande la voglia di pace nel mondo non può
esserci niente di più importante che impegnarsi per la fine del
conflitto mediorientale - ha ieri dichiarato l'ex conduttrice del Tg
della prima rete - una
nuova leadership palestinese eletta in modo democratico assieme al nuovo
governo israeliano potranno fornire una concreta speranza, spero non
solo quella, al processo di pace".
La commissione di europarlamentari è presieduta dall'ex primo ministro
francese Michel Rocard. L'Unione ha inoltre deciso di stanziare
quattordici milioni di euro per il buon funzionamento della macchina
elettorale.
Dal punto di vista economico gli Stati Uniti pensano invece già al
futuro. Se verrà eletto un presidente affidabile l'amministrazione di
George W. Bush invierà duecento milioni di dollari alla nuova dirigenza.
La Casa Bianca non ha mai nascosto di tifare per Abu Mazen, dato per
certo vincitore da tutti i sondaggi.
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