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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 GENNAIO 2005
Prodi attacca Berlusconi e promette le primarie a maggio
REDAZIONE

"Se vogliamo guardare al futuro allora dobbiamo ricostruire l'Italia. Ricostruirla dalle fondamenta". Con un'intervista a Il regno, il leader della Grande Alleanza Democratica Romano Prodi è oggi tornato a parlare del futuro del centrosinistra e del suo avversario alle elezioni politiche 2006, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
"Berlusconi ci costa troppo - ha spiegato l'ex capo del Governo - chi ci governa ha pesanti responsabilità: declino economico, disgregazione sociale, ferite inferte alla legalità, stravolgimento della Costituzione, degrado dell'etica pubblica".
Secondo l'ex presidente della Commissione europea, infatti, "il nostro Paese arranca in Europa e rischia di perdere l'aggancio con gli altri vagoni del treno".
"Questo è quel che mostrano le cifre - ha aggiunto - impietose come mai prima negli ultimi cinquant'anni nel fotografare le debolezze di un'economia stagnante".

Parlando poi del futuro della coalizione del centrosinistra, il numero uno della Gad ha annunciato che le elezioni primarie si terranno entro il prossimo mese di maggio.
"Se il centrosinistra ha bisogno di Prodi questo lo debbono decidere gli elettori del centrosinistra. Non lo posso dire io, e neppure esclusivamente le segreterie dei partiti - ha spiegato - per questo voglio che si arrivi ad un confronto politico-programmatico per scegliere contestualmente il leader e il programma di governo dell'Alleanza democratica".
In questo modo, secondo l'ex premier "i cittadini non avranno sorprese e il paese potrà essere governato".

Infine, Prodi ha auspicato che la lista unitaria per le Regionali 2005 venga fatta solo se verrà riscontrata piena convinzione da parte di tutti i partiti e di tutti i candidati.
"Chiedo che non si faccia la lista unitaria in nessuna Regione se non si è convinti, se non la si vuol fare - ha aggiunto - cioè se non si accetta e non si condivide fino in fondo il disegno politico dell'Ulivo".
Secondo il leader del centrosinistra "il paese ha bisogno di verità, non di ipocrisie". "Non accetto né dichiarazioni di intenti senza gesti concreti, né gesti concreti senza condivisione e convinzione - ha concluso - perchè un simbolo è una cosa seria, è mettere assieme, confrontare e condividere un significato. E' molto meglio dire che l'Ulivo non c'è piuttosto che mentire o strumentalizzarne il segno".

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