
"Se vogliamo guardare al futuro allora dobbiamo ricostruire l'Italia.
Ricostruirla dalle fondamenta". Con un'intervista a Il regno, il leader
della Grande Alleanza Democratica Romano Prodi è oggi tornato a parlare
del futuro del centrosinistra e del suo avversario alle elezioni
politiche 2006, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
"Berlusconi ci costa troppo - ha spiegato l'ex capo del Governo - chi ci
governa ha pesanti responsabilità: declino economico, disgregazione
sociale, ferite inferte alla legalità, stravolgimento della
Costituzione, degrado dell'etica pubblica".
Secondo l'ex presidente della Commissione europea, infatti, "il nostro
Paese arranca in Europa e rischia di perdere l'aggancio con gli altri
vagoni del treno".
"Questo è quel che mostrano le cifre - ha aggiunto - impietose come mai
prima negli ultimi cinquant'anni nel fotografare le debolezze di
un'economia stagnante".
Parlando poi del futuro della coalizione del centrosinistra, il numero
uno della Gad ha annunciato che le elezioni primarie si terranno entro
il prossimo mese di maggio.
"Se il centrosinistra ha bisogno di Prodi questo lo debbono decidere gli
elettori del centrosinistra. Non lo posso dire io, e neppure
esclusivamente le segreterie dei partiti - ha spiegato - per questo
voglio che si arrivi ad un confronto politico-programmatico per
scegliere contestualmente il leader e il programma di governo
dell'Alleanza democratica".
In questo modo, secondo l'ex premier "i cittadini non avranno sorprese e
il paese potrà essere governato".
Infine, Prodi ha auspicato che la lista unitaria per le Regionali 2005
venga fatta solo se verrà riscontrata piena convinzione da parte di
tutti i partiti e di tutti i candidati.
"Chiedo che non si faccia la lista unitaria in nessuna Regione se non si
è convinti, se non la si vuol fare - ha aggiunto - cioè se non si
accetta e non si condivide fino in fondo il disegno politico
dell'Ulivo".
Secondo il leader del centrosinistra "il paese ha bisogno di verità, non
di ipocrisie". "Non accetto né dichiarazioni di intenti senza gesti
concreti, né gesti concreti senza condivisione e convinzione - ha
concluso - perchè un simbolo è una cosa seria, è mettere assieme,
confrontare e condividere un significato. E' molto meglio dire che
l'Ulivo non c'è piuttosto che mentire o strumentalizzarne il segno".
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