
Silvio Berlusconi? Per il presidente dei Ds Massimo D'Alema resta "un
chiacchierone" che nessuno "prende sul serio in Europa".
L'ex capo del Governo, durante un colloquio con il quotidiano La
Repubblica, ha criticato il Cavaliere ed è stato poi
travolto dal contrattacco della Casa delle Libertà.
"Quando il principale leader politico di uno dei due schieramenti si
candida al Quirinale - ha affermato il presidente della Quercia citando
l'autocandidatura di Berlusconi per il Colle - si dà alle elezioni
politiche un contenuto del tutto nuovo, in senso presidenzialista".
Secondo D'Alema insomma, Berlusconi sta creando "uno scenario pericoloso
e dà un contenuto molto forte alle prossime elezioni politiche".
"Alle politiche si gioca il destino istituzionale del paese, non solo il
governo - ha aggiunto - Berlusconi capisce bene che per un uomo di
rottura come lui questa candidatura costituisce una sfida molto dura".
Immediata la replica da parte della coalizione del premier, che si è
scagliato con violenza contro l'europarlamentare.
Per il forzista Sandro Bondi "D'Alema si segnala ancora una volta come
l'uomo della rottura ed usa uno "stile non sprezzante, ma spregevole".
"La volgarità politica del suo linguaggio - ha aggiunto l'esponente
azzurro - è pari soltanto alla spassosità delle sue argomentazioni".
Ci va pesante anche Adolfo Urso, secondo il quale D'Alema alimenta "un
clima di odio nei confronti di Berlusconi considerandolo ancora come un
pericolo per le istituzioni".
"Proprio D'Alema - ha aggiunto l'aennino - che divenne presidente del
Consiglio con un ribaltone".
Particolarmente adirato il vicepresidente del Consiglio Marco Follini, che secondo il
presidente Ds si è fatto comprare dal Cavaliere per non fare resistenza
alla cancellazione della normativa sulla par condicio.
"Si sono acconciati - ha dichiarato D'Alema a La Repubblica - si vede
che gli ha promesso i soldi per gli spot. O che glieli farà gratis.
Uomini di grandi principi democratici. Esemplari dal punto di vista
della fermezza dei principi, questi Harry Potter della componente
moderata del centrodestra".
Ma per il leader dell'Udc quelle di D'Alema sono solo "velenose
insinuazioni".
"Tengo a precisare che ho sempre sostenuto che la par
condicio è legge assai discutibile - ha spiegato il centrista - ma che
la si può modificare solo in un quadro di ragionevoli e forti garanzie
per tutti: maggioranza e opposizione, coalizioni e partiti, formazioni
storiche e liste debuttanti".
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