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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 8 GENNAIO 2005
D'Alema attacca Berlusconi. La Casa delle Libertà furiosa
REDAZIONE

Silvio Berlusconi? Per il presidente dei Ds Massimo D'Alema resta "un chiacchierone" che nessuno "prende sul serio in Europa". L'ex capo del Governo, durante un colloquio con il quotidiano La Repubblica, ha criticato il Cavaliere ed è stato poi travolto dal contrattacco della Casa delle Libertà.
"Quando il principale leader politico di uno dei due schieramenti si candida al Quirinale - ha affermato il presidente della Quercia citando l'autocandidatura di Berlusconi per il Colle - si dà alle elezioni politiche un contenuto del tutto nuovo, in senso presidenzialista".
Secondo D'Alema insomma, Berlusconi sta creando "uno scenario pericoloso e dà un contenuto molto forte alle prossime elezioni politiche".
"Alle politiche si gioca il destino istituzionale del paese, non solo il governo - ha aggiunto - Berlusconi capisce bene che per un uomo di rottura come lui questa candidatura costituisce una sfida molto dura".

Immediata la replica da parte della coalizione del premier, che si è scagliato con violenza contro l'europarlamentare.
Per il forzista Sandro Bondi "D'Alema si segnala ancora una volta come l'uomo della rottura ed usa uno "stile non sprezzante, ma spregevole".
"La volgarità politica del suo linguaggio - ha aggiunto l'esponente azzurro - è pari soltanto alla spassosità delle sue argomentazioni".
Ci va pesante anche Adolfo Urso, secondo il quale D'Alema alimenta "un clima di odio nei confronti di Berlusconi considerandolo ancora come un pericolo per le istituzioni".
"Proprio D'Alema - ha aggiunto l'aennino - che divenne presidente del Consiglio con un ribaltone".

Particolarmente adirato il vicepresidente  del Consiglio Marco Follini, che secondo il presidente Ds si è fatto comprare dal Cavaliere per non fare resistenza alla cancellazione della normativa sulla par condicio.
"Si sono acconciati - ha dichiarato D'Alema a La Repubblica - si vede che gli ha promesso i soldi per gli spot. O che glieli farà gratis. Uomini di grandi principi democratici. Esemplari dal punto di vista della fermezza dei principi, questi Harry Potter della componente moderata del centrodestra".
Ma per il leader dell'Udc quelle di D'Alema sono solo "velenose insinuazioni".
"Tengo a precisare che ho sempre sostenuto che la par condicio è legge assai discutibile - ha spiegato il centrista - ma che la si può modificare solo in un quadro di ragionevoli e forti garanzie per tutti: maggioranza e opposizione, coalizioni e partiti, formazioni storiche e liste debuttanti".

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