
Il candidato di Al Fatah, Abu Mazen, ha ieri vinto con grande margine le
elezioni presidenziali palestinesi ed è diventato il successore di
Yasser Arafat alla guida dell'Autorità Nazionale. E' stato un grande
successo, secondo la stampa d'Israele ha ricevuto oltre il 65% delle
preferenze, per la tv Al-Jazeera addirittura il 70%. I suoi avversari,
compreso Mustafa Barghuti, si sono
dovuti accontentare delle briciole.
Secondo gli osservatori Usa, sia quelli repubblicani che quelli
democratici, la tornata si è svolta all'insegna della trasparenza. Nella
mattinata di ieri, però, si erano registrate delle irregolarità, che
avevano fatto infuriare in modo particolare Barghuti. L'inchiostro con
il quale sono stati "marchiati" gli elettori, per evitare che potessero
presentarsi più volte alle urne, secondo il medico pacifista non è
affatto indelebile.
Perplessità erano state espresse anche dall'ex presidente americano
Jimmy Carter, mentre parecchi media internazionali avevano denunciato
delle ingerenze sul voto da parte dei soldati israeliani. Ma il
clamoroso vantaggio con il quale Abu Mazen ha conquistato la vittoria
non dovrebbe lasciare spazio a molte polemiche.
"Lavoreremo per porre fine alle sofferenze dei palestinesi - ha
commentato lo stesso Abu Mazen - dedichiamo la vittoria all'anima del fratello martire
Yasser Arafat e a tutti i palestinesi".
Migliaia di simpatizzanti di Al-Fatah sono subito scesi in piazza,
soprattutto nella città di Ramallah, per
festeggiare il successo elettorale del loro leader.
Grande soddisfazione per questa affermazione è stata espressa anche da parte israeliana.
"Abu Mazen non ha mai avuto incertezze e non si è mai astenuto dal
condannare il terrorismo, anche quando posizioni del genere non erano
popolari nel suo popolo - ha fatto sapere Ofir Pines, dirigente del
partito laburista - la sua elezione testimonia che settori importanti
del popolo palestinese sono stanchi del terrorismo e desiderano essere
guidati da un leader moderato e pragmatico che li riporti al tavolo dei
negoziati".
Secondo il presidente israeliano Moshe Katsav, Abu Mazen "può scrivere
un nuovo capitolo nella storia del Medio Oriente".
"Israele - ha dichiarato il ministro degli Esteri dello stato ebraico
Silvan Shalom - si attende che la nuova dirigenza palestinese si adoperi
subito per porre fine a violenze e istigazioni alla violenza".
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush si è detto felice per "la forte
partecipazione popolare alle elezioni".
"Si tratta di una giornata storica - ha affermato l'inquilino della Casa
Bianca - per il popolo palestinese e per i paesi del Medioriente".
Recentemente l'amministrazione Usa ha promesso che avrebbe inviato
alla nuova dirigenza duecento milioni di dollari in caso di vittoria di
un candidato affidabile alle elezioni presidenziali (Washington non ha
mai nascosto le proprie simpatie per Abu Mazen).
Commenti positivi anche da parte del Governo francese, da sempre molto
attento alle questioni mediorientali.
"E' una prima
vittoria per la pace - ha dichiarato il ministro degli Esteri di Parigi
Michel Barnier - queste elezioni sono una prova dell'assunzione di
responsabilità da parte dei palestinesi. E' una vittoria della
democrazia".
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