
Avevano messo la loro firma su un'inchiesta contro il presidente Bush,
mandata in onda lo scorso settembre dalla tv americana Cbs, ma sono
stati ieri licenziati dall'emittente perché il loro scoop si è poi
dimostrato infondato.
Il servizio, trasmesso a poche settimane dalle elezioni presidenziali
del 2 novembre 2004 durante la famosa trasmissione "Sixty minutes"
(quella che ha svelato per prima lo scandalo torture in Iraq), aveva lo
scopo di dimostrare che George Bush si era fatto raccomandare (dal
padre) durante il servizio militare, riuscendo in questo modo ad evitare
la guerra in Vietnam.
Il conduttore Dan Rather aveva anche trasmesso delle testimonianze e,
soprattutto, aveva mostrato dei documenti che provavano questa teoria.
Nei giorni seguenti, però, l'incartamento presentato ai telespettatori
aveva perso di credibilità e la Cbs era stata costretta ad una rapida
retromarcia.
"Non possiamo provare che quei documenti siano autentici - si leggeva un
comunicato della redazione - non avremmo dovuto usarli, è stato un grave
errore". Lo stesso conduttore, dopo aver offerto le proprie scuse a
coloro che avevano seguito il programma, aveva voluto specificare che si
era trattato di uno sbaglio in "buona fede".
Ieri, dopo un'accurata ispezione interna, la Cbs ha reso noto che
licenzierà Mary Mapes, Josh Howard, Mary Murphy, Betsy West per il ruolo
avuto nella preparazione della trasmissione.
"La linea di fondo - ha affermato Lees Moonves, co-presidente di Viacom
(l'azienda proprietaria della tv) - è che maggior parte della
trasmissione dell'8 settembre era sbagliata, incompleta e ingiusta".
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