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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 11 GENNAIO 2005
Regionali: la Casa delle Libertà in frantumi
REDAZIONE

"O la lista Storace o la Casa delle Libertà scelga un altro candidato". Mentre in Lombardia si consuma la rottura definitiva tra il centrodestra e la Lega Nord, nel Lazio il Governatore Storace apre un altro pericoloso fronte per la tenuta della coalizione del Cavaliere.
"Ho già detto come risolverei il problema: se la lista di un presidente è un impiccio, allora è un impiccio anche il cognome che porta quella lista - ha affermato oggi il presidente della Regione - la questione della lista Storace non è una questione di partiti. Un partito può eventualmente decidere di non allearsi con quella lista e allora si apre il problema".

Ma, nel frattempo, il premier Silvio Berlusconi avverte che l'abolizione delle liste personali vale per tutti, anche per Storace.
"Forza Italia ha già espresso la sua posizione - ha chiarito il presidente del Consiglio - per quanto riguarda tutte le regioni italiane".
La situazione è però ormai precipitata in ogni angolo del Paese e il capo del Governo non potrà nascondere più di tanto la palese difficoltà che sta affrontando la sua coalizione.
Alcuni giorni fa il Carroccio aveva rotto con gli alleati in Veneto, ieri in Lombardia, oggi il presidente della Puglia, il forzista Raffaele Fitto, ha ribadito "le ragioni e le necessità di una lista sganciata dai partiti" nella sua Regione.

Intanto, proprio a proposito dei problemi che in queste ore il presidente Roberto Formigoni sta affrontando in Lombardia, il Governatore Storace non ha perso l'occasione per lanciare un'ennesima velenosa stoccata al partito di Umberto Bossi.
"La Lega ha lanciato dei segnali, ma devono stare attenti - ha minacciato - con questo tipo di segnali ci hanno fatto perdere la Provincia e il collegio di Bossi perché abbiamo deciso di candidare il suo dentista".
Storace non può fare a meno di chiedersi come si possa permettere che "un ministro del governo Berlusconi (Maroni, ndr) si scontri contro un candidato della Casa delle Libertà". "Almeno - ha concluso l'aennino - avessero scelto un altro cavallo".

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