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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 13 GENNAIO 2005
Legge 40: la Consulta dichiara ammissibili quattro quesiti su cinque
REDAZIONE

La Corte Costituzionale si è oggi espressa in merito ai quesiti referendari relativi alla Legge 40, quella sulla Fecondazione assistita, approvata negli scorsi mesi dal Parlamento. La Consulta ha dichiarato ammissibili quattro dei cinque referendum abrogativi della norma, ma ha detto "no" all'abrogazione totale della legge.
Una decisione, quest'ultima, che ha suscitato l'indignazione dei Radicali, che si sono scagliati contro i Magistrati.
"Voglio dire subito che questa decisione è scandalosa, ancora una volta politica, e tale da umiliare il parere della stragrande maggioranza dei costituzionalisti italiani, che si erano espressi per l'ammissibilità di tutti i quesiti - ha affermato il segretario del partito Daniele Capezzone- ora daremo battaglia sugli altri quesiti, di cui siamo copromotori e sostenitori, per evitare ulteriori scippi parlamentari".

Pareri discordanti, invece, da parte degli esponenti del Governo. Per il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi si tratta di "una decisione di estrema importanza".
"Il giudizio di inammissibilità del quesito per l'abrogazione totale della legge - ha chiarito il centrista - sottolinea e ribadisce un principio che noi abbiamo sempre fortemente sostenuto: non si può aprire ad una situazione in cui sia possibile superare i limiti alla difesa della dignità della persona, sanciti dalla nostra Costituzione".
Per l'ex democristiano la cancellazione totale della norma era "una richiesta inaccettabile".
"Sono contento - ha concluso - che con questa decisione si conferma la volontà di difendere questi limiti contro ogni tipo di aberrazione".
Del tutto diverso il commento del ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo, secondo cui "la decisione della Consulta concentra i riflettori sui limiti della legge".
"A questo punto - ha aggiunto il ministro - o il parlamento affronterà le questioni oggetto dei quesiti referendari o saranno gli elettori a decidere".

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