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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 13 GENNAIO 2005
Le truppe europee in fuga dall'Iraq
REDAZIONE

Il ministro della Difesa polacco Jerzy Smajdzinski ha annunciato che il suo Paese ridurrà la presenza del proprio contingente militare in Iraq subito dopo le elezioni del 30 di gennaio, le prime nell'ex paese di Saddam Hussein dopo la fine della dittatura.
Una notizia eclatante, considerando che la Polonia è stata, insieme a Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna, una delle quattro Nazioni ad aver partecipato direttamente al conflitto.
"Se in Iraq si svolgeranno elezioni democratiche - ha affermato il ministro - a febbraio ridurremo i nostri soldati in quel paese da 2.500 a 1.700 uomini".
Probabilmente un passo decisivo verso il ritiro totale, nell'aria ormai da diverse settimane.

Nel frattempo anche la Bulgaria sta pensando seriamente di abbandonare il paese, ma una decisione definitiva non arriverà in breve tempo. Il ministro della Difesa bulgaro Nikolay Svinarov ha oggi riferito che Governo di Sofia sta valutando con attenzione se restare o meno nella coalizione.
Lo scorso novembre avevano deciso di mettere fine alla loro missione in Iraq Paesi Bassi, Ungheria e Romania.
"La nostra decisione non è cambiata - aveva chiarito il ministro degli esteri olandese Ben Bot - lasceremo a marzo, salvo circostanze imprevedibili".
L'Ungheria ha abbandonato il Medioriente il 31 dicembre, mentre la Romania lo farà probabilmente nel giugno 2005. Prima di loro diversi altri Stati, tra tutti la Spagna di José Luis Rodríguez Zapatero.
L'unica buona notizia, per la Casa Bianca e Downing Street, arriva dalla Georgia, che ha annunciato che triplicherà il proprio contingente inviando altri 550 soldati.

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