
Con una lettera inviata ai direttori dei quotidiani italiani il
ministero degli Esteri si è appellato a tutte le testate del nostro
Paese affinché ritirino i propri corrispondenti dall'Iraq. Una misura
precauzionale dopo il recente incremento della violenza nel paese
mediorientale, ma che ha suscitato forti perplessità da parte di
numerosi esponenti delle opposizioni. In particolare, il centrosinistra
è preoccupato per il regolare svolgimento delle elezioni del 30 gennaio
ed ha giudicato sospetto che l'invito ad abbandonare l'Iraq sia arrivato
proprio alla vigilia di questo importante appuntamento.
Il coordinatore dei Verdi Paolo Cento non può fare a meno notare che "lo
svolgimento di una competizione elettorale in assenza dei mezzi di
informazione suscita forti dubbi sulla legittimità delle operazioni di
voto".
"E' una conferma - ha aggiunto l'esponente del partito ambientalista -
che quelle elezioni devono essere rinviate".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il diessino Giuseppe Giulietti che,
con tono chiaramente ironico, ha reputato interessante il fatto che la Farnesina
"abbia scoperto il tema della
sicurezza di giornalisti".
"Se si arriva a sconsigliare la presenza di telecamere, taccuini,
inviati e rappresentanti della pubblica opinione durante le elezioni in
Iraq, in quali condizioni si svolgerà questo voto e a chi sarà affidato
il racconto? - ha concluso - Forse solo ai comandi militari americani?"
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