
"Io non ho più una lira perché i fondi che avevo li ho riservati tutti
all'ordinamento giudiziario". Inizia con questa dichiarazione del
ministro della Giustizia Roberto Castelli, rilasciata il 22 settembre
2004, il Libro Bianco che l'Associazione Nazionale Magistrati ha ieri
presentato in tutti i distretti d'Italia, proprio alla vigilia
dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Il testo è un durissimo atto di accusa contro il Guardasigilli che,
secondo le Toghe, è il responsabile numero uno di un "sistema allo
sfascio".
Il lungo documento parla dei furti negli uffici giudiziari di Bergamo,
dei bagni allagati nel Tribunale di Firenze, delle siringhe di
tossicodipendenti in quelli di Sassari, delle pulci che hanno invaso il
palazzo di giustizia di Lecce, delle stanze praticamente al buio nel
Tribunale di Genova e di moltissimi altri scandali che ogni giorno si
verificano nelle aule italiane.
E, nonostante il perdurare di questa gravissima situazione, dal
ministero non arrivano i fondi necessari a sistemare le cose. Nel Libro
Bianco si legge che i Giudici e gli avvocati sono spesso costretti a
comprare con i propri soldi persino la carta per le fotocopiatrici.
Per non parlare poi dei veri e propri disservizi che i cittadini sono
costretti a sopportare. Secondo l'Anm "mancano ancora 793 magistrati" e
il ministro non ha ancora dato il via libera ai concorsi. Da sempre il
Governo attribuisce alle Toghe la responsabilità della inverosimile
lunghezza dei processi italiani, ma il sindacato dei Giudici fa notare
che gli "organici sono ridotti all'osso".
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