
Tre anni dopo il triplice "resistere" di Francesco Saverio Borrelli, la
Magistratura italiana è ancora sul piede di guerra contro le riforme del
Governo e contro gli attacchi e le delegittimazioni ai Giudici.
Anche quest'anno le celebrazioni di apertura dell'anno giudiziario sono
state segnate dalle mobilitazioni organizzate dall'Anm.
Le Toghe si sono presentate nelle aule con una copia della Costituzione
in mano ed hanno affidato ai Procuratori capo delle lunghe arringhe di
denuncia sui gravi problemi che investono il settore giustizia.
A Torino ha parlato Giancarlo Caselli, secondo il quale "in
democrazia la fiducia dei cittadini nella giustizia e nella magistratura
non è un optional, ma un elemento strutturale perciò è essenziale per la
saldezza della democrazia che questa fiducia sia recuperata".
"Il vero problema della giustizia italiana è la durata eccessiva dei
processi - ha poi aggiunto - su questo un riformatore responsabile ha il
dovere di intervenire, ma su questo la legge delega di riforma
dell'ordinamento giudiziario approvata dal parlamento non contiene
niente".
Il Procuratore capo di Palermo Massimo Russo ha invece puntato il
dito contro i costanti attacchi ai quali è sottoposta la Magistratura da
parte del mondo politico e governativo.
"Vogliamo dire basta alla delegittimazione che, a certe latitudini,
rischia di riaccendere l'arroganza e lo strapotere mafioso - ha tuonato
- i prezzi si pagano nei cimiteri".
Da Milano il Dottor Mario Baldini ha ricordato che il nostro
Esecutivo ha fatto "ben poco in ordine al problema di adeguamento della
legislazione nazionale agli accordi di cooperazione comunitaria".
"L'Italia è l'unico Paese dell'Unione Europea che non ha ancora recepito
le norme sul mandato d'arresto europeo - ha accusato - soprattutto in
relazione al terrorismo di matrice islamica nonché al riciclaggio".
Sempre a Milano era presente anche il presidente dell'Anm Edmondo Bruti
Liberati, che ha rivolto precise stoccate al Guardasigilli Roberto
Castelli.
"La giustizia oggi è al disastro - ha chiarito - e il responsabile di
questo disastro è il ministro della Giustizia".
Nella Capitale ha invece parlato il Dottor Salvatore Vecchione,
che si è soffermato sul problema dei tempi di prescrizione, che spesso
determina in un attimo la cancellazione di anni ed anni di lavoro dei
Giudici.
"E' certo che sussiste un danno sociale assai elevato nella
indiscriminata impunità da prescrizione - ha spiegato - non è possibile
discutere di ragionevole durata dei processi se non si elimina il
malvezzo delle impugnazioni strumentali, soltanto dirette a perdere
tempo in attesa di una prescrizione sempre più probabile".
La replica dell'Esecutivo è arrivata direttamente dalla bocca del
ministro della Giustizia, che ha parlato da Palermo, dove la
stragrande maggioranza delle Toghe ha abbandonato l'aula in segno di
protesta.
"E' prevalsa in alcuni l'idea che dialogo significasse diritto di veto,
oppure il tentativo di discutere sine die in attesa della fine della
legislatura - ha spiegato - riaffermo che sento profondamente non solo
il diritto ma soprattutto il dovere di portare avanti il programma di
riforme presentato al popolo nel 2001".
Sul fronte politico è arrivata anche la dura presa di posizione del
ministro per le Riforme Roberto Calderoli.
"I pm potranno disertare l'inaugurazione dell'anno giudiziario a
Palermo, potranno mettersi a lutto a Roma, oppure lanciare strali contro
il ministro della giustizia, ma farebbero bene, invece, a farsi un esame
di coscienza, visto che Castelli ha solo cercato di migliorare una
giustizia che non funziona da decenni, sicuramente ben da prima che lui
arrivasse al dicastero di via Arenula - ha affermato - suggerisco,
quindi, un rapido esame di coscienza e poi di corsa a lavorare, lavorare
e ancora lavorare, come ha fatto il ministro Castelli in tutti questi
anni".
Di parere opposto il segretario dei Ds Piero Fassino, secondo il
quale "la protesta dei Magistrati è del tutto giustificata".
"La protesta dei magistrati è a difesa della Costituzione - ha concluso
- di una legge che sia uguale per tutti i cittadini".
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