
Uno scontro tra giganti della politica statunitense. Il presidente degli
Stati Uniti George W. Bush da una parte e il potentissimo senatore Ted
Kennedy dall'altra.
Il capo dello Stato americano, con un'intervista al "Washington Post", è
riuscito a fare arrabbiare il fratello dell'ex presidente, che già in
passato si era mostrato assai ostile alla sua politica.
Per il leader repubblicano le elezioni dello scorso 2 novembre, con le
quali è stato riconfermato alla Casa Bianca, sono state "il momento
della verità".
Avevano detto in molti che il popolo della Nuova Inghilterra era stanco
di lui e che lo avrebbe cacciato dalla poltrona, ma invece le urne gli
hanno dato ragione con uno scarto record di tre milioni di voti sul suo
avversario.
"Ebbene, abbiamo avuto un'ora del giudizio, che sono le elezioni del
2004 - ha affermato - rieleggendomi gli elettori hanno sottoscritto la
mia politica nei confronti dell'Iraq".
Affermazioni "ridicole" secondo il senatore democratico, che ha
ingaggiato con il comandante in capo un duello a distanza.
"L'Iraq è il Vietnam di Bush - ha affermato ai microfoni della Cbs - la
politica irachena dell'America è un disastro che procede di gaffe in
gaffe".
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