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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 17 GENNAIO 2005
Nuovo anno giudiziario e vecchi problemi
ANTONIO DI PIETRO

Le relazioni dei procuratori generali, pronunciate durante l’apertura dell’anno giudiziario presso le varie Corti d’Appello, hanno illustrato una valutazione globalmente negativa sul funzionamento della Giustizia, di cui hanno individuato e segnalato le cause. Nonostante questa denuncia da parte di tutti gli operatori del diritto queste gravi questioni non sono state minimamente affrontate dal Governo e dal Parlamento.
Le ragioni sostanziali di questo mancato funzionamento della Giustizia in Italia risiedono - a detta di tutti i procuratori generali - nella legislazione contraddittoria emanata in questi anni, nei formalismi burocratici ideati più per conseguire l’impunità che la Giustizia; e soprattutto nella insufficienza di adeguate risorse finanziarie e mezzi materiali e personali.
Inoltre questo Governo si è curato in modo solerte e puntuale solo di emanare leggi che criminalizzano la magistratura, delegittimando e screditando, quindi, l’onorabilità istituzionale e personale di quanti ogni giorno cercano di fare solo il proprio lavoro per perseguire la verità e la giustizia. Non si può continuare ad umiliare e poi arrabbiarsi perché qualcuno si lamenta, come fa tutti i giorni il ministro della Giustizia Castelli.

È inutile, quindi, parlare di riforma dei massimi sistemi, quale è quella dell’ordinamento Giudiziario, quando in realtà è su temi molto più quotidiani e concreti che si scontra il funzionamento della giustizia. In qualità di rappresentante della giustizia, ai tempi in cui ero in magistratura, non ho mai fatto sciopero perché ritengo che un magistrato non possa avere rivendicazioni sindacali, ma oggi l’iniziativa assunta da alcuni esponenti ed esimi colleghi è sacrosanta perché vuole risvegliare le coscienze dell’opinione pubblica e vuole far sapere che in questo momento si sta perpetrando un vero e proprio attentato allo Stato di Diritto, condotto dal Governo attraverso un’appropriazione di interventi in campo giudiziario che minano alle basi della nostra democrazia.
In questo stato di cose raccolgo l’invito dell’ex procuratore D’Ambrosio che chiede al centrosinistra di andare oltre la mera critica su ciò che non è stato fatto o su quel che è stato fatto male. Mettiamo da parte tutto ciò e cominciamo a passare ai fatti: curiamoci che nel futuro programma di Governo sia previsto uno specifico aumento delle risorse finanziarie, umane e strumentali a favore del comparto giustizia, nonché una riforma delle regole processuali con l’eliminazione di quelle meramente dilatatorie finalizzate a conseguire l’impunità.
 

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