
Gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica hanno
ieri lasciato l'Iran. Secondo le prime indiscrezioni non sarebbe stata
trovata alcuna prova che il regime di Teheran stia mettendo a punto
armamenti proibiti. Una notizia che non soddisferà di certo coloro che,
negli Stati Uniti, spingono affinché il "problema iraniano" possa essere
al più presto affrontato.
E' notizia di ieri che l'amministrazione di George Bush starebbe
conducendo delle indagini "in proprio" alla ricerca di siti nucleari
nella repubblica islamica. Secondo il prestigioso periodico "New Yorker",
infatti, la Casa Bianca ha ordinato delle operazioni paramilitari che
prevedono l'utilizzo di soldati delle forze speciali. Soldati che si
sarebbero già introdotti in Iran diversi mesi fa attraverso il confine
pakistano.
Un'inchiesta che il consigliere del presidente Dan Bartlett, ha definito
"piena di inesattezze". Inesattezze, dunque, ma nessuna vera e propria
smentita. Bartlett ha anzi voluto precisare che nessun presidente, in
nessun momento importante della storia, "ha mai scartato a priori
l'opzione militare".
Una sorta di avvertimento, insomma, che si va ad aggiungere alle
numerose minacce degli scorsi mesi.
A novembre il segretario di stato Colin Powell aveva assicurato che
Teheran era ormai ad un passo dall'acquisizione di armamenti nucleari.
"Armi da lanciare non solo qualcosa da tenere in un deposito - aveva
chiarito - in base alle informazioni in nostro possesso possiamo dire
che gli iraniani stanno lavorando seriamente a sistemi missilistici e
armi nucleari. La cosa dovrebbe preoccupare tutti".
A settembre il sottosegretario di Stato John Bolton aveva accusato
l'Iran di "minacciare la pace globale".
Poche settimane prima l'inquilino della Casa Bianca in persona aveva
reso noto che il governo della repubblica islamica era addirittura
sospettato di un coinvolgimento negli attacchi al World Trade Center e
al Pentagono.
"Stiamo indagando a fondo per accertare se vi sia stata una connessione
diretta con gli attacchi dell'11 settembre 2001 - aveva spiegato Bush -
continueremo ad indagare per verificare se vi sia stato un
coinvolgimento degli iraniani".
Poco prima delle elezioni presidenziali del 2 novembre Joseph Cirincione,
esperto in armamenti di distruzione di massa della "Carnegie Endowment
for International Peace", aveva assicurato che il presidente Bush, in
caso di secondo mandato, avrebbe certamente sferrato un attacco contro
il regime di Teheran.
Lo scorso luglio il quotidiano britannico "The Times" pubblicò un
articolo nel quale si affermava che Washington ha in cantiere un piano
militare per colpire il complesso nucleare iraniano di Bushehr. Un
attacco che, sempre secondo il periodico, dovrebbe servire come
apripista per una successiva invasione.
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