
L’appeal delle primarie aumenta con una progressione inaspettata (un
incremento di 16 volte superiore alle primarie calabresi). In Calabria
aveva partecipato alle primarie lo 0,48 % degli elettori del
centrosinistra (2571 elettori sui 532.222 che votarono nel 2000 per
Nuccio Fava), nelle Puglie l’8 % (80.000 elettori sui 961.642 che
votarono alle regionali del 2000 per il centrosinistra).
E’ un risultato che galvanizza i sostenitori delle primarie e fa
rivivere il gusto della partecipazione alla vita politica. Il fatto
rilevante: non si sono manifestati i temuti fenomeni di esasperazione
dello scontro politico. Anzi si sono manifestati segni vitali di
partecipazione e di vera democrazia. La massiccia affluenza, il buon
funzionamento della macchina elettorale, la compostezza generale,
l’atteggiamento nobile del candidato perdente Francesco Boccia
riassumono lo spirito costruttivo con il quale è stata vissuta questa
esperienza di democrazia concreta.
I partiti del centrosinistra dovranno trarne il segno di una positiva
capacità di coinvolgimento dell’elettorato. Il contributo propositivo
degli elettori qualifica lo stesso schieramento, segna la differenza
rispetto ad uno schieramento autoritario ed aziendalista, rappresenta
l’occasione per dimostrare la diversità di una coalizione che ha la
capacità di misurarsi su questo terreno e di indicare le scelte migliori
per praticare una democrazia più evoluta.
L’elettorato pugliese si è dimostrato sensibile a questo tema e ciò può
rappresentare in tutto il Paese un segno di appetibilità dello
schieramento di centrosinistra.
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