
E' bufera sulla trasmissione di Rai Tre "Report", che venerdì sera ha
mandato in onda uno speciale per denunciare il fenomeno mafioso in
Sicilia. La Casa delle Libertà è offesa dai contenuti della puntata e si
è scagliata con forza contro lo staff di Milena Gabanelli. Vietato
parlare di mafia in tv e, soprattutto, vietato parlare dei processi che
riguardano direttamente gli esponenti del centrodestra.
Per il forzista Renato Schifani quanto mandato in onda da Rai Tre è "un
danno per la Sicilia"; per il centrista Francesco D'Onofrio è "un
insulto al Sud ed un danno all'Italia intera".
E, mentre l'ex democristiano Raffaele Lombardo descrive l'inchiesta come
"uno stereotipo della Sicilia", il Governatore della Regione Sicilia
Salvatore Cuffaro si dice certo di aver visto dello "sciacallaggio
mediatico".
"Prendo spunto dalle parole del presidente Ciampi quando afferma che il
Sud è un problema nazionale per richiamare l'attenzione del direttore
generale della Rai Flavio Cattaneo sulla puntata di Report andata in
onda su Raitre - ha tuonato Schifani - affinché il servizio pubblico
televisivo abbia una maggiore attenzione sui temi riguardanti la
Sicilia".
Non la pensa affatto così il sindaco di Gela Rosario Crocetta, che di
mafia se ne intende, essendo lui stesso uno dei principali obiettivi della criminalità
organizzata in Sicilia. Per lui, uno che Cosa Nostra la combatte ogni
giorno rischiando la pelle, l'indagine televisiva di venerdì è
solo da apprezzare.
"Il vero danno per la Sicilia è la mafia, non la verità - ha assicurato
il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - invece di potenziare la
lotta alla mafia e alla criminalità organizzata dal centrodestra vengono
solo inaccettabili intimidazioni e censure. Tutto ciò è davvero
intollerabile".
Per replicare alla incredibile reazione degli esponenti della Casa delle
Libertà, i parlamentari Ds Gloria Buffo, Giuseppe Giulietti e Giorgio Panattoni hanno deciso di diramare una nota al vetriolo.
"Il senatore Schifani si è sentito offeso, per ragioni che non riusciamo
bene a comprendere - si legge nel comunicato - la trasmissione, e forse
questo è il reale motivo di tanta irritazione ha registrato un ascolto
record (oltre due milioni di telespettatori, ndr). Ci auguriamo che
almeno in questa occasione il direttore generale Flavio Cattaneo voglia
respingere l'assalto degli amici e tutelare l'autonomia professionale
dei suoi dipendenti e della sua azienda".
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