
Giovedì 20 gennaio il presidente degli Stati Uniti George W. Bush
presterà giuramento a Washington, davanti al Campidoglio, ed inizierà
così ufficialmente il suo secondo mandato alla Casa Bianca. Una
cerimonia destinata a rimanere nella storia come una delle più
imponenti, certamente come quella più costosa, si parla di oltre 50
milioni di dollari. E, ovviamente, divampano le polemiche. Le principali
spese saranno di due tipi: da una parte quelle per la sicurezza,
dall'altra quelle per le feste ufficiali e non che seguiranno
all'evento.
Per quel che concerne la questione della sicurezza la preoccupazione più
alta è quella relativa ad un eventuale attacco terroristico (ma si
temono anche clamorose proteste dei pacifisti). Per evitare questa
possibilità sono state prese precauzioni tali da scongiurare qualsiasi
atto ostile. Lungo Pennsylvania Avenue saranno dispiegati seimila agenti
di polizia, ma saranno oltre cento gli isolati della capitale sotto la
stretta vigilanza delle forze dell'ordine. Gli elicotteri resteranno in
volo per tutta la durata delle celebrazioni, mentre i caccia militari
saranno a terra, pronti ad intervenire in caso di necessità. Lo spazio
aereo sopra Washington sarà vietato ad ogni altro tipo di aereo per
oltre 30 chilometri oltre i "confini" della città. Ovviamente ci saranno
anche centinaia di agenti dell'Intelligence, personale addestrato per le
emergenze batteriologiche e molti uomini delle squadre speciali tra la
folla. Piccole imbarcazioni militari navigheranno lungo le sponde del
fiume Potomac.
Forse un'esagerazione o forse no. Ma le vere polemiche riguardano le
spese per i festeggiamenti che si terranno a margine della cerimonia.
Esponenti del partito Repubblicano hanno annunciato spettacolari fuochi
di artificio e party per tre lunghi giorni.
Uno schiaffo, secondo molti esponenti democratici, ai soldati che ogni
giorno combattono in Iraq e nelle altre campagne della battaglia globale
al terrore.
"Credo che la sobrietà dei tempi ci detti di essere consapevoli delle
immagini di queste cose - ha affermato il Deputato Anthony Weiner -
precedenti suggeriscono che i festeggiamenti inaugurali dovrebbero
essere mutati, se non cancellati, in tempo di guerra".
Larry Haas ha rincarato la dose definendo il giuramento di Bush una vera
e propria "incoronazione".
"Abbiamo eletto un presidente - ha sentenziato - che sembra un monarca".
Immediata la replica della Casa Bianca. Il consigliere del presidente,
Dan Bartlett, ha ricordato che nella storia degli Stati Uniti "ci sono
state inaugurazioni anche durante molti momenti difficili".
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