
Non accennano a placarsi le polemiche sulla puntata di Report dedicata
alla mafia andata in onda venerdì scorso sulla televisione pubblica. La
Casa delle Libertà aveva subito espresso la propria "indignazione" per
un programma "che ha mortificato" la Sicilia mentre la Grande Alleanza
Democratica, la società civile, i sindacati e le associazioni della
stampa avevano difeso dagli attacchi lo staff di Milena Gabanelli.
Anche la Rai di Flavio Cattaneo ha preso posizione su questa vicenda,
ovviamente schierandosi dalla parte della maggioranza e promettendo la
messa in onda di una "trasmissione riparatrice" per difendere l'onore
calpestato della terra sicula.
Ma, anche nelle fila del centrodestra, qualcuno ha preso le distanze dal
linciaggio ai danni di Report. Non certo Alleanza Nazionale, i cui
vertici continuano a riempirsi la bocca di parole come legalità e lotta
alla mafia, ma che al momento continua a contraddistinguersi per
l'assordante silenzio su questa vicenda.
Si schiera invece con Report il Carroccio, che ha colto l'occasione per
sferrare un altro duro attacco agli alleati ed in modo particolare agli
ex democristiani.
Il quotidiano della Lega, La Padania, raccoglie scommesse "sulla durata
di Report", un programma definito come "l'unico dell'intero sistema tv
capace di non guardare in faccia a nessuno".
"A quanto pare l'Udc siciliana vuole toglierlo di mezzo - accusano le
camicie verdi -sapete perché? Perché hanno osato semplicemente dire ciò
che sanno tutti: che sì, è vero, in Sicilia la mafia non uccide più, non
è più visibile come prima, non suscita più i sanguinosi clamori di un
tempo, ma che forse proprio per questo è divenuta più pericolosa, più
difficilmente attaccabile, più radicata, in sostanza: più discreta e
professionale, ma più velenosa e sovrana".
La Padania sottolinea che in difesa delle Istituzioni siciliane (tutte
di centrodestra) è scattata "una levata di scudi... crociati".
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