
Camillo Ruini difende la legge 40 sulla fecondazione artificiale e
invita i cittadini cattolici a disertare le urne per far mancare il
quorum qualora si arrivasse al referendum abrogativo. Il cardinale ha
pronunciato il discorso di inaugurazione del Consiglio permanente della
Conferenza episcopale italiana a Bari e, pur toccando altri temi come la
legge finanziaria e i problemi in medio oriente, ha dedicato ampio
spazio al dibattito sulla procreazione assistita esprimendo il parere
dei vescovi italiani in materia.
Il cardinale ha detto che la legge 40 sotto diversi e importanti profili
non corrisponde "all'insegnamento etico della Chiesa, ma ha comunque il
merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali". Il
presidente della Cei è perciò contrario ad una modifica della legge da
parte del parlamento perché a suo parere le eventuali correzioni "non
sarebbero in alcun modo migliorative, ma al contrario dovrebbero
forzatamente abdicare proprio a quei principi e criteri essenziali".
Ruini ha affermato allora che il referendum potrebbe essere un’ottima
occasione per promuovere la riflessione su temi così controversi, ha
confermato che la Chiesa parteciperà al dibattito affinché ci sia un
confronto sereno tra le parti e ha auspicato eguale visibilità per tutte
le opinioni sui mezzi di informazione.
Il cardinale ha invitato i cattolici a rimanere a casa il giorno della
consultazione, ma senza parlare espressamente di astensione: “Quanto
alle modalità attraverso le quali esprimere più efficacemente il rifiuto
del peggioramento della legge, sembra giusto avvalersi di tutte le
possibilità previste in questo ambito dal legislatore. Siamo consapevoli
delle difficoltà che ci attendono e delle critiche a cui potremo essere
sottoposti”.
Le dichiarazioni di Camillo Ruini seguono di qualche giorno la decisione
della Corte costituzionale di autorizzare quattro quesiti referendari
per l’abrogazione parziale della legge 40 del 10 febbraio 2004. I
giudici hanno respinto invece la richiesta di un referendum per
l’abrogazione totale presentato dai radicali e dall’Associazione Luca
Coscioni.
La legge conferisce diritti all’embrione al pari degli altri soggetti
coinvolti, ne vieta il congelamento e stabilisce di produrne non più di
tre per impianto. La sperimentazione sull’embrione è vietata. La
fecondazione artificiale è permessa solo all’interno delle coppie
eterosessuali sposate e di fatto. La legge vieta il coinvolgimento di
donatori estranei alla coppia, single, anziani, minorenni, omosessuali.
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