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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 19 GENNAIO 2005
Il senso dello stato al tempo di Berlusconi

CLAUDIO NUNZIATA

Come è strano il senso dello stato del governo Berlusconi: il Procuratore Generale della Cassazione Favara lancia l’ennesimo sconsolato allarme sullo stato della Giustizia ed il Ministro Castelli vede "più luci che ombre".
Il Procuratore Generale della Corte dei Conti Apicella sottolinea il "progressivo disseccamento della P.A.", scelte politiche che, almeno apparentemente, suonano come sfiducia verso il pubblico impiego, l'inutilizzazione delle valide strutture amministrative esistenti, la necessità di «restaurare una generale cultura della responsabilità». Ed il premier commenta “è stata una relazione lusinghiera di cui sono soddisfatto”.

Apicella aveva scritto negli allegati alla relazione di una procedura parlamentare di bilancio stravolta da una manovra approvata con decreto legge, di voci escluse dai conti pubblici, di misure temporanee e di un improprio ricorso a cartolarizzazioni e condoni. Ma i media controllati dal premier, quelli che rimasticano e quelli distratti fanno finta che si tratti di inezie che non meritano neanche di una spiegazione.
Viene il sospetto che l’insofferenza al controllo di legalità sia più radicale e profondo di quanto non avessero fatto temere tutte le problematiche relative al conflitto di interessi ed ai processi penali a carico del premier e dei suoi amici.
“Siano ripristinate le barriere di garanzia capaci di affermare una vera divisione dei poteri", aveva affermato Silvio Berlusconi in una nota diffusa dopo la deposizione al processo Sme. Ed aveva ancora ribadito che occorre "ripristinare le barriere di garanzia capaci di affermare una vera divisione dei poteri, la quale implica il diritto degli elettori a scegliersi il governo senza il condizionamento di settori politicizzati della magistratura… ".

Ma la divisione dei poteri è rivolta anche ad assicurare un sistema di freni efficace all'azione di governo, la cui azione deve tradursi in un comando vincolato al rispetto della legge e non già nella possibilità di condizionarne surrettiziamente la formazione.
Questo principio sembra completamente ribaltato se l’on.le Luigi Vitali ha dichiarato di avere proposto ed approvato la c.d. legge “Salva-Previti” (rivolta a ridurre drasticamente i termini di prescrizione dei reati) per compiacere il premier e di essere stato in conseguenza di questa sua iniziativa premiato con la nomina a sottosegretario alla Giustizia (fonte: www.articolo21.com ).
Sembra dunque svanito anche un tratto distintivo del sistema parlamentare secondo il quale il governo deriva dal parlamento la legittimazione ad esercitare il potere politico ed è chiamato a rispondere ad esso del suo operato. Non l’inverso.

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