
Come è strano il senso dello stato del governo Berlusconi: il
Procuratore Generale della Cassazione Favara lancia l’ennesimo
sconsolato allarme sullo stato della Giustizia ed il Ministro Castelli
vede "più luci che ombre".
Il Procuratore Generale della Corte dei Conti Apicella sottolinea il
"progressivo disseccamento della P.A.", scelte politiche che, almeno
apparentemente, suonano come sfiducia verso il pubblico impiego,
l'inutilizzazione delle valide strutture amministrative esistenti, la
necessità di «restaurare una generale cultura della responsabilità». Ed
il premier commenta “è stata una relazione lusinghiera di cui sono
soddisfatto”.
Apicella aveva scritto negli allegati alla relazione di una procedura
parlamentare di bilancio stravolta da una manovra approvata con decreto
legge, di voci escluse dai conti pubblici, di misure temporanee e di un
improprio ricorso a cartolarizzazioni e condoni. Ma i media controllati
dal premier, quelli che rimasticano e quelli distratti fanno finta che
si tratti di inezie che non meritano neanche di una spiegazione.
Viene il sospetto che l’insofferenza al controllo di legalità sia più
radicale e profondo di quanto non avessero fatto temere tutte le
problematiche relative al conflitto di interessi ed ai processi penali a
carico del premier e dei suoi amici.
“Siano ripristinate le barriere di garanzia capaci di affermare una vera
divisione dei poteri", aveva affermato Silvio Berlusconi in una nota
diffusa dopo la deposizione al processo Sme. Ed aveva ancora ribadito
che occorre "ripristinare le barriere di garanzia capaci di affermare
una vera divisione dei poteri, la quale implica il diritto degli
elettori a scegliersi il governo senza il condizionamento di settori
politicizzati della magistratura… ".
Ma la divisione dei poteri è rivolta anche ad assicurare un sistema di
freni efficace all'azione di governo, la cui azione deve tradursi in un
comando vincolato al rispetto della legge e non già nella possibilità di
condizionarne surrettiziamente la formazione.
Questo principio sembra completamente ribaltato se l’on.le Luigi Vitali
ha dichiarato di avere proposto ed approvato la c.d. legge
“Salva-Previti” (rivolta a ridurre drasticamente i termini di
prescrizione dei reati) per compiacere il premier e di essere stato in
conseguenza di questa sua iniziativa premiato con la nomina a
sottosegretario alla Giustizia (fonte: www.articolo21.com ).
Sembra dunque svanito anche un tratto distintivo del sistema
parlamentare secondo il quale il governo deriva dal parlamento la
legittimazione ad esercitare il potere politico ed è chiamato a
rispondere ad esso del suo operato. Non l’inverso.
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