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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 GENNAIO 2005
Censura in Rai: società civile e centrosinistra in rivolta

REDAZIONE

"Pulizia linguistica". Con queste parole il direttore di Rai Due Massimo Ferrario ha giustificato la mancata messa in onda della seconda parte dello spettacolo di Paolo Rossi "Questa sera si recita Moliere". Troppe parolacce, ha spiegato il numero uno della seconda rete davanti alla Commissione di Vigilanza.
Affermazioni che hanno fatto andare su tutte le furie gli esponenti del centrosinistra, che hanno abbandonato l'aula per protesta.
"L'audizione di Raidue è stata scandalosa - ha tuonato il dielle Paolo Gentiloni - il direttore di una rete che ha ospitato alcune trasmissioni che hanno raggiunto vette di volgarità arriva a dire che ha censurato Paolo Rossi per scurrilità". Parole analoghe anche da Antonello Falomi, secondo il quale "ormai la censura è pesantissima alla Rai".
"E' la prima volta che sento teorizzare la censura in un modo stolto e dilettantesco, perlopiù parlando di una censura che ha sollevato disgusto anche tra intellettuali ed esponenti del centrodestra - gli ha fatto eco il diessino Giuseppe Giulietti - quanto accaduto nella vicenda del programma di Paolo Rossi e di Report negli ultimi casi, ma già prima, è una conseguenza del fatto che alla Rai c'è un governo monocolore che soffoca ogni diversità. Siamo in presenza di uno stravolgimento di ogni regola e si arriva addirittura alla rivendicazione della censura come metodo".

Per fronteggiare questa intollerabile situazione ha deciso di mobilitarsi anche il comitato per la libertà e il diritto all'informazione, del quale fanno parte decine di sindacati, movimenti ed associazioni. Il comitato ha proposto "una grande assemblea di cittadini ed operatori della cultura e dell'informazione" da tenersi lunedì 24 gennaio a Roma, presso il Teatro Piccolo Eliseo (ore 20,30).
"La situazione nel servizio pubblico è divenuta ormai insostenibile ed occorre la mobilitazione dei cittadini e della società civile contro il metodo generalizzato delle sopraffazioni e delle limitazioni delle libertà di cultura, di satira, di informazione - recita un comunicato - un Paese libero e civile, che rispetta i principi fissati dalla Costituzione, non può sopportare i continui episodi di discriminazione e censura che si sono accentuati nelle ultime settimane".
L'organizzazione rammenta le recenti censure a Paolo Rossi, Report, Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Oliviero Beha, Dodicesimo Round, censure "che vanno ad aggiungersi alla lunga serie di più o meno note rimozioni e discriminazioni".
"Il clima - si legge ancora nella nota - è quello di una vera e propria normalizzazione della più grande azienda di informazione e cultura del nostro Paese".

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