
"La salute democratica della società si misura sulla capacità di trovare
il giusto equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero, e
specie di critica politica, e i diritti contrapposti, molto più che
sull'altezza dello scudo che le immunità erigono a tutela della libertà
di opinione dei soli membri delle assemblee rappresentative".
E' durissimo il giudizio del presidente della Corte Costituzionale
Valerio Onida sui continui tentativi, da parte della classe politica, di
garantire la propria impunità.
In occasione delle conferenza stampa di inizio d'anno a Palazzo della
Consulta, Onida ha inoltre messo in chiaro che "la Corte Costituzionale
è l'istituzione di garanzia per eccellenza" e che per questo motivo deve
tassativamente restare indipendente.
"Il rispetto della sua piena indipendenza - ha chiarito - che non
significa reciproca ignoranza e indifferenza rispetto agli organi
politici, ma netta separazione e distinzione dei rispettivi ruoli, dei
criteri che ne guidano l'azione e delle relative logiche nei processi
decisionali, è un bene essenziale della democrazia.
Nel corso della conferenza il numero uno della Corte Costituzionale ha
inoltre sottolineato con preoccupazione "la crescita impetuosa dei
conflitti fra poteri" registratasi in questi ultimi anni. Una crescita
"quasi interamente dovuta alle numerose controversie che vedono come
protagonisti organi giudiziari da un lato, organi governativi e
soprattutto parlamentari dall'altro".
"L'elevato numero di conflitti di questo genere è la spia di una
conflittualità per così dire endemica, di una tensione sottostante,
potremmo dire, fra politica e giustizia, che del resto viene segnalata
da molti altri elementi abbastanza noti all'opinione pubblica - ha
osservato - l'impiego dello strumento del conflitto dovrebbe restare
relativamente eccezionale, evitando che controversie di tipo politico o
comunque risolvibili mediante un corretto rapporto fra i poteri
interessati siano portati davanti alla Corte. Invece, negli ultimi anni
non è andata affatto così".
|