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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 GENNAIO 2005
Onida bacchetta la classe politica e rivendica l'indipendenza della Consulta
REDAZIONE

"La salute democratica della società si misura sulla capacità di trovare il giusto equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero, e specie di critica politica, e i diritti contrapposti, molto più che sull'altezza dello scudo che le immunità erigono a tutela della libertà di opinione dei soli membri delle assemblee rappresentative".
E' durissimo il giudizio del presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida sui continui tentativi, da parte della classe politica, di garantire la propria impunità.

In occasione delle conferenza stampa di inizio d'anno a Palazzo della Consulta, Onida ha inoltre messo in chiaro che "la Corte Costituzionale è l'istituzione di garanzia per eccellenza" e che per questo motivo deve tassativamente restare indipendente.
"Il rispetto della sua piena indipendenza - ha chiarito - che non significa reciproca ignoranza e indifferenza rispetto agli organi politici, ma netta separazione e distinzione dei rispettivi ruoli, dei criteri che ne guidano l'azione e delle relative logiche nei processi decisionali, è un bene essenziale della democrazia.

Nel corso della conferenza il numero uno della Corte Costituzionale ha inoltre sottolineato con preoccupazione "la crescita impetuosa dei conflitti fra poteri" registratasi in questi ultimi anni. Una crescita "quasi interamente dovuta alle numerose controversie che vedono come protagonisti organi giudiziari da un lato, organi governativi e soprattutto parlamentari dall'altro".
"L'elevato numero di conflitti di questo genere è la spia di una conflittualità per così dire endemica, di una tensione sottostante, potremmo dire, fra politica e giustizia, che del resto viene segnalata da molti altri elementi abbastanza noti all'opinione pubblica - ha osservato - l'impiego dello strumento del conflitto dovrebbe restare relativamente eccezionale, evitando che controversie di tipo politico o comunque risolvibili mediante un corretto rapporto fra i poteri interessati siano portati davanti alla Corte. Invece, negli ultimi anni non è andata affatto così".

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