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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 21 GENNAIO 2005
Dick Cheney: "L'Iran? Israele potrebbe colpire per primo"
REDAZIONE

Gli Stati Uniti d'America continuano a lanciare severi moniti all'indirizzo dell'Iran. Dopo le dichiarazioni del presidente George W. Bush, che solo pochi giorni fa aveva parlato chiaramente di un'opzione militare per abbattere il regime di Teheran, ieri il numero due della Casa Bianca Dick Cheney ha chiarito che "riguardo ai potenziali problemi nel mondo, l'Iran è in cima alla lista".
"Il loro programma nucleare è abbastanza robusto - ha affermato - ma noi non vogliamo una guerra se possiamo evitarla. Tutti vogliamo che la situazione venga chiusa con un accordo diplomatico".

Cheney ha però fatto osservare che, "dato che l'Iran ha una politica che ha come obiettivo la distruzione di Israele, gli israeliani potrebbero decidere di agire prima".
"Se Israele si convince che l'Iran ha acquisito capacità nucleari significative - ha aggiunto - potrebbe intervenire".
Sempre ieri il ministro degli Esteri di Teheran Kamal Kharrazi ha affermato che gli Stati Uniti stanno conducendo una vera e propria "guerra psicologica" contro la Repubblica islamica.
"Noi conosciamo il nemico e i suoi piani, ma continueremo con la nostra politica e sebbene non desideriamo entrare in conflitto con nessuno, difenderemo con forza i nostri interessi nazionali".

Da parte sua lo stato ebraico aveva già lanciato severi moniti al governo iraniano poco più di mese fa.
"L'Iran deve capire che pagherà a caro prezzo i suoi tentativi di acquisire armi nucleari - aveva minacciato il primo ministro Ariel Sharon - l'Iran acquisirà la capacità tecnica per far operare le centrifughe nucleari tra alcuni mesi. Per Israele l'acquisizione di questa tecnologia da parte iraniana nell'impiego di combustibili nucleari rappresenta il raggiungimento di un punto di non ritorno".
Allo stesso modo, qualche settimana prima, la Repubblica islamica aveva assicurato di essere pronta a combattere un'eventuale conflitto.
"Aspettate e vedrete - aveva affermato con tono di sfida Kharazzi - noi non attaccheremo per primi, ma se sarà necessario siamo pronti a difenderci. La nostra reazione stupirà il modo".

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